lunedì, 4 Marzo , 2024
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Matera 2019, Caro Sindaco ti scrivo…ecco cosa fare!

Carta, penna e….una lettera aperta al sindaco Raffaello De Ruggieri, per una analisi di cose da fare evidenziando criticità e potenzialità, ricordando le specificità e la storia della Città dei Sassi… Matera ”capitale europea della cultura per il 2019”.

A farlo è l’ingegner PierGiorgio Corazza, un professionista di lunga data che non ha peli sulla lingua. Dice sempre quello che pensa ed è tra i più assidui frequentatori di confronti e dibattiti.

Per ogni zona della città indica disegni, soluzioni e come tante abituati alla ”cultura del fare”, che muovono energie e l’economia, attende che si passi dalle enunciazioni ai fatti, indicando quali siano le priorità e le carenze oggettive della struttura tecnica comunale.

Volare alto? Aereo con motore asfittico, minato nella struttura dalle ruggini del tempo e da incombenze che riescono a malapena a gestire l’ordinario, frutto di una programmazione del passato carente sul piano qualitativo e quantitativo di una pianta organica ormai obsoleta e penalizzata dai limiti del patto di stabilità.

Ma è anche una questione di scelte su temi importanti, che hanno lasciato le cose a metà. Ecco la missiva a Raffaello De Ruggieri:

 

Caro Sindaco

          Mi permetto di ricordarti alcune cose da fare su temi che tu conosci e che, so bene,  consideri di preminente interesse della città, non  solo per il 2019.

1         Un progetto per i luoghi della cultura

            La  parte storica di Matera  ha una straordinaria  capacità di attrarre  i fatti della cultura e dell’arte ed esercita un fascino indiscusso su artisti, registi, scrittori.  Un architetto giapponese , che negli anni 70 ha partecipato al concorso dei Sassi   immaginava Matera sede di un festival internazionale come  Spoleto e Avignone perché  aveva  capito che qualunque  evento della cultura, dell’arte , del teatro  assume qui un particolare  valore ed una singolare attrattiva . Credo che noi materani, non   riconosciamo  abbastanza la suggestione   che questi luoghi  trasmettono agli eventi  che ospitano. 

          I luoghi della cultura a Matera sono tanti: oltre al teatro Duni, al Comunale ,all’Auditorium , alle cave,  vi sono la  Madonna delle virtù’, la chiesa Del Purgatorio, palazzo Lanfranchi, s. Maria degli armeni, l’ospedale  S. Rocco, la Casa cava,  S. Pietro barisano ed altri.  Senza contare la  chiesa ipogea di  S. Maria della Valle , straordinaria architettura scavata del XIII secolo, di grande suggestione  tuttora abbandonata.

          Va innanzitutto riconosciuto il merito della nostra città e delle sue istituzioni (Comune, Soprintendenze, la Scaletta, ecc.)  di aver saputo conservare  e restaurare questi luoghi .

Ma non basta. Questi luoghi attendono di essere valorizzati e dotati delle moderne tecnologie per poter assolvere alle nuove funzioni a cui sono destinati : congressi, concerti,  eventi culturali, ecc. 

          Nella chiesa del Cristo flagellato, eccellente luogo per convegni ed eventi culturali, non si capiscono le parole per la pessima acustica, non essendo dotato di impianto adeguato. Come  pure non si capivano le parole di Angelo Pepicelli che  in San Pietro Barisano  spiegava le sonate di Beethoven a  Materadio.

             Questi luoghi necessitano di interventi specifici e su di essi  bisogna investire  per valorizzarli  con progetti di qualità, in vista delle nuove funzioni.

            E’ necessario un progetto organico che sappia  interpretare ed esaltare le specifiche potenzialità dei luoghi per fare cultura a Matera , dotandoli di arredi, impianti e tecnologie adeguate alle nuove funzioni a cui sono destinati (come è stato fatto per  la Casa cava).

         E sopra tutti il progetto di S.Maria della valle (e degli spazi che la circondano) che renderà fruibile un raro esempio di architettura scavata,   luogo originalissimo  per ospitare  gli eventi  del  2019.           

 

2         La commissione della qualità urbana

            La capitale europea della cultura 2019   non può  ignorare il problema della qualità urbana e dell’architettura a Matera , che è in continuo  decadimento.

            Nella capitale europea  della cultura 2019 non vi è nessun controllo sulla  qualità delle opere  di committenza  pubblica e privata . La Commissione edilizia è stata abolita 20 anni fa e non è stata istituita la Commissione  della  Qualità urbana ,presente nelle città concorrenti  del  2019.   (Viene spesso confusa con la commissione per le autorizzazioni paesaggistiche della L.R.50/93, che è un’altra cosa).

            Opere importanti, che hanno rilevanza nella vita e nell’immagine della città vengono   progettate male o addirittura affidate a progettisti scelti per sorteggio.

 

            Sembra che nella percezione generale  non vi sia la consapevolezza che Matera è una città importante, di rilevanza internazionale, che merita la migliori opere pubbliche ed i migliori progetti  da selezionare  sempre con pubblici concorsi.

 

            E’ necessario istituire la Commissione della qualità urbana, presente nelle  città europee e nelle maggiori città italiane , già proposta da Cittadinanza Attiva  sul modello di quella del Comune di Bologna,  e oggetto di una delibera di giunta del dicembre 2004 rimasta senza seguito.

 

3          Il  colore  dei  Sassi

 

            La normativa per recupero dei Sassi del 2005 rimanda la definizione delle tinte delle facciate ad uno specifico Piano del colore . Frattanto indica  le seguenti tinte : “bianco, giallo ocra chiaro, beige, terra di Siena, terra di Siena bruciata, grigio-azzurro”.

            In 10 anni non è stato fatto l’atteso studio sul colore  e nei Sassi compaiono  ampie coloriture di un giallo paglierino chiaro che destano molte perplessità.

           

            Il colore in sè, riferito al singolo edificio, può essere corretto. Ma visto nell’insieme panoramico  , rompe l’unità cromatica dei Sassi che è il colore del tufo invecchiato.

            Da 70 anni i Sassi  sono conosciuti in tutto il mondo  di quel colore, che è il colore  della storia.  Saranno riconoscibili colorati?  Il problema  non è di poco conto.

           

            E’ necessario allora uno studio o almeno una riflessione su questo tema e bisogna farlo presto . Frattanto credo che sia opportuno sospendere la dipintura delle facciate.

 

4         la struttura tecnica  comunale.

             Matera non ha una  Struttura Tecnica Urbanistica adeguata alla importanza della città e delle sue prospettive future. I funzionari sono in numero insufficiente rispetto ai compiti cui devono assolvere.

            Questa carenza  è anche all’origine  del mancato controllo della qualità urbana e soprattutto degli interventi nei Sassi sui quali non vi è la vigilanza che richiede la tutela di questo straordinario e singolare patrimonio, sito Unesco, patrimonio dell’Umanità. 

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              Il problema della struttura tecnica urbanistica è urgente . E’ un’emergenza. E non va confuso nella  pianta organica generale del Comune.

 

            E’ necessario  integrare la struttura tecnica attuale con professionisti selezionati per concorso con particolare riferimento al direttore a cui si richiede un profilo di   qualità  culturali e professionali  adeguate all’importanza di Matera.

 

5          La valorizzazione  dei beni   culturali  di Matera

 

            La valorizzazione dei beni culturali, prevista dal titolo 5° della Costituzione e dal codice dei beni culturali del 2004 , è al centro dell’attenzione  del ministro Franceschini , che ha fondato l’azione del suo ministero su questo obiettivo per superare l’arretratezza del nostro Paese rispetto ad altri nei quali l’offerta culturale e turistica costituisce una voce importante delle loro economie.

 

            La valorizzazione  comprende le attività e le tecniche per  incrementare l’offerta culturale e turistica  per promuovere una maggiore conoscenza e fruizione  del patrimonio di cui è ricco il nostro Paese e soprattutto il sud. Alla valorizzazione del patrimonio culturale viene attribuito un ruolo significativo per uno sviluppo economico fondato su risorse endogene del territorio.

           

            A Matera il nostro  patrimonio è poco conosciuto e per niente valorizzato per cui l’offerta culturale e turistica non è adeguata alle sue potenzialità e  concorre  poco alla economia della città , mentre non vi è nessuna previsione, nessun progetto sulla sua valorizzazione . (E’  il pezzo mancante del Dossier 2019).

           

            Vi è l’esempio del  castello Tramontano , chiuso e non visitabile. Altrove  avremmo visto un castello attrezzato con le armi, le armature  e gli arredi del 500, un bookshop con supporti multimediali, spettacoli serali, ecc.

           

            Ma il nostro patrimonio maggiore, il tesoro nascosto, è nel parco della Gravina e delle chiese rupestri, un vero  museo all’aperto che racchiude molte storie che attendono di essere raccontate con le moderne tecniche espositive e didattiche.

            E’ un libro di cui mostriamo solo la copertina che attende di essere sfogliato per raccontare le storie del popolamento di quei luoghi nel paleolitico, della vita nei  villaggi trincerati e nella grotta dei pipistrelli , del monachesimo  benedettino, delle  chiese rupestri, delle straordinarie tecniche della architettura scavata che ha costruito grandi chiese  togliendo il materiale invece di aggiungerlo. Esempio rarissimo al mondo.

           

            ll museo all’aperto del parco necessita della sezione introduttiva (presente in tutti i musei di  altri Paesi)  in cui i visitatori  troveranno  i supporti alla visita , le tecnologie didattiche e multimediali  che fanno della visita una esperienza culturale ed emotiva.

           

            E’ necessario che il Comune  affronti il problema della valorizzazione del patrimonio culturale della città con l’ausilio di esperti e con l’assistenza della Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale  istituita presso il MIBACT , per predisporre   un progetto unitario di valorizzazione dell’offerta culturale e turistica complessiva  di Matera da attuare per mezzo di un apposito organismo di gestione.

 

            Credo che la valorizzazione di questo patrimonio possa considerarsi il prolungamento  ideale del lavoro di scoperta e di conoscenza svolto dalle Soprintendenze , dalla Scaletta e da tanti studiosi  in tanti anni .

                                                                     PierGiorgio Corazza

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1 commento

  1. Totalmente in linea con le considerazioni dell’ing. corazza. Tuttavia mi chiedo: una volta attuato il corposo ed ineludibile programma illustrato, come Matera potrà rompere l’isolamento fisico in cui si trova da decenni? Servono strade, ferrovia, aeroporto. Senza queste fondamentali infrastrutture. tutto….è noia, questioni che vengono rispolverate all’occorrenza, belle parole, progetti di qualità che resteranno lettera morta, lasciando ai materani solo l’amaro in bocca.

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