Ci ha salutato così, con quell’intercalare. Dove siamo andati a trovarlo, a casa sua, in via Tre Corone nei rioni Sassi, con quell’augurale saluto materano ” Mantni’t fert. Mantieniti bene, in salute” per quel secolo di vita raggiunto con l’amore dei propri cari. E di tanti materani che lo hanno visto e continueranno a vederlo in quella azienda di famiglia ”L’Emporio Morelli” di via delle Beccherie, nota come da ”Michele La Stoppa” della quale abbiamo parlato in altri servizi. E Vincenzo Morelli, compleanno domenica 19 aprile, accompagna sorrisi e ricordi con una lucidità che colpisce, per luoghi, persone, episodi della Matera del passato. Per il ”cavaliere” sono cinque venti ne ”Cint’onn” come si dice in dialetto materano, messe insieme da tanti ” Quonn jar ‘opprim” …Un tempo,prima, in lingua italiana, che racchiude il racconto e il segreto di una vita longeva che a quanto pare dipende dalla volontà del Padreterno. ” E Dio che comanda, non dipende da noi- dice Vincenzo Morelli.E tutto legato alla sua volontà”. Il resto è legato agli stili di vita, senza eccessi, nemmeno a tavola.Modus in rebus. Mangia di tutto. Altri tempi, in gioventù, quando alla sera si chiudeva il negozio e si gustava l’arrosto nelle cantine ” i ciddari” di via delle Beccherie, in precedenza via Regina Margherita, dove abbondavano i beccai, i macellai oggi rappresentati dalla antica macelleria Cappiello. Per il cavaliere i ricordi della sua vita sono tutti belli, non ci sono priorità, ma restano le esperienze e l’impegno, sostenuto da fede e amore per le tradizioni materane, nell’organizzare le feste della Madonna delle Vergini (con le scampagnate domenicali in compagnia degli amici impiegati Benito Scazzariello, Giovanni Romito e il cavalier Vittorio Montemurro alla guida di una ditta di luminarie e prima ancora con don Luigi Paternoster) e per il Patrono Sant’ Eustachio.

” Bei tempi e tanta devozione- ricorda Morelli.Avevamo la sede del comitato per Sant’Eustachio nella chiesetta di Sant’Eligio. Tavolino, bandierine, programma religioso e civile e raccoglievamo le offerte, organizzando anche una lotteria a premi. Riuscimmo, anche con l’apporto di mio figlio Emanuele e di altri, ad animare via delle Beccherie e dintorni con le mostre di modellismo ”Aria, terra, cielo”, di arte e artigianato (e mi mostra coppe e trofei di quelle iniziative). Mi piacerebbe che qualcuno le possa riprendere”. Chissà. E c’è un simbolo della via delle Beccherie del passato e del futuro, che è il grande Emporio giunto alla terza generazione gestionale. Per il ”cavaliere” è un simbolo identitario, della sua vita e della famiglia, tant’è che una volta,”tempi di guerra”, fu costretto a passarci la notte quando si dovette sostituire il portone in legno con la saracinesca metallica.” I lavori non erano stati completati- ricorda Vincenzo Morelli- e fui costretto a dormire nel negozio, ‘ndarr, per terra su un sacco.Fummo svegliati alle 5.00 con il viavai di avventori,che venivano a prendere il caffè nel vicino bar. Altri tempi”. E tante buone pratiche rimaste nella memoria di tanti materani: la ”medicina” con il dosaggio giusto per le olive in salamoia, la misura al centimetro dei cavi elettrici a stretto giro di braccia, i pupi, le carte roccia o stellata e le luci per il presepe, i consigli utili per questa o quella riparazione. Il Cavaliere ha tanto da raccontare. Del resto è un archivio vivente, simbolo di una Matera e di una cultura da preservare. Grazie e Auguri con quel ” Mantin’t fert” che vale più di tante parole.

E auguri con una foto in bianco e nero anche da Antonio Sansone. Immagini e parole da un piccolo, ”grande emporio” della Città dei Sassi.https://giornalemio.it/eventi/grande-emporio-michele-la-stoppa-in-festa-100-candeline-per-vincenzo-morelli/
