A Matera, nella sede del campus Lanera dell’Università degli Studi della Basilicata, si è svolto un incontro fra la ProRettrice all’Inclusione, prof. Paola D’Antonio, e la Coordinatrice del Corso di laurea magistrale in Architettura, prof.ssa Antonella Guida, e l’Associazione di volontariato Azione Disabili Marziolino ODV, con il Presidente Marzio Muscatiello.

Durante l’incontro “si è affrontato l’annoso problema delle barriere architettoniche della città italiane e di come tale problema possa essere particolarmente sentito nella città di Matera, Patrimonio Unesco e Capitale della Cultura 2019”.

Con l’Associazione Azione Disabili Marziolino ODV, l’Università della Basilicata “ha già intrapreso una proficua collaborazione che ha portato anche alla realizzazione di una monografia, che è un vademecum per gli enti locali, per progettisti e altre amministrazioni che vogliano realmente progettare in una logica di universal design”.

La monografia – dal titolo “Abbattimento delle barriere architettoniche nello spazio pubblico” – è frutto proprio del confronto fra giovani studenti e laureati Unibas e l’Associazione Azione Disabili Marziolino ODV.

Un’azione che deve essere innanzitutto una scuola di pensiero – ha spiegato D’Antonio – così come l’Unibas da tempo si fa portavoce di azioni di integrazione nei processi formativi”.

L’Unibas, ha ribadito Guida, “si rende ampiamente disponibile a formare professionisti che siano particolarmente sensibili e competenti a progettare in una logica di universal design e ad affiancare i tanti tecnici e operatori, presenti oggi nelle varie amministrazioni pubbliche ed enti locali.”

E’ proprio la sensibilità a cui fa riferimento Marzio Muscatiello: “E’ questo il punto di partenza per l’abbattimento, una sensibilità cha parta dalle giovanissime generazioni che, forti dei loro entusiasmi, possano rappresentare un grande slancio alle tante azioni che vanno poste in campo! Si è discusso e si sono pianificate azioni che potranno essere messe in campo nei prossimi mesi, in cui ci si augura di poter programmare momenti di riflessione a più ampia partecipazione pubblica”.