…e sfogliamo al momento giusto, in un momento di tristezza quello della morte alla Toyota di Bologna di Fabio e Lorenzo , il libro di Peppe Lomonaco ”Il ragazzo con la tuta blu” premiato ed edito in un formato tascabile da Liberetà, che abbiamo trattato nei mesi scorsi parlando della versione più ampia https://giornalemio.it/cultura/quel-ragazzo-in-tuta-blu-che-non-riusci-a-domare-il-caballero/. Il pensiero va a loro in quella interminabile scia di sangue di feriti e morti sul lavoro, tra gli annunci del ”faremo, diremo” mentre si continua a far nulla per obbligare, monitorare e sanzionare quelle imprese che continuano a ignorare e a non investire in sicurezza. La cosa non ci sorprende con la politica governativa delle ”mani libere” in economia, della depenalizzazione dei reati fiscali, delle misure restrittive sulla divulgazione di atti giudiziari con limiti al diritto di cronaca e al dovere di informare i cittadini. E così il copione è lo stesso. Con il buon presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che chiede di fare di più per prevenire le morti sul lavoro ricordando – e lo affatto nel corso di un incontro sulla cooperazione della Lega delle cooperative- che la nostra resta una Repubblica antifascista, nata dalla Resistenza. Una affermazione, ribadita ancora una volta, che in ambienti di governo non va giù nonostante il giuramento di fedeltà alla Costituzione. E allora l’immagine di copertina de ” ll ragazzo con la tuta blu” con dadi, bulloni e rondelle la dice tutta sulla necessità di non abbassare lotta e denuncia sui luoghi di lavoro ieri- quando sono stati conquistati tanti diritti- e oggi che da più parti vengono cancellati e ignorati. Non resta che dare gas a quel ”Caballero” rumoroso ma efficace per potenza e affidabilità. E Peppe Lomonaco che nelle prime pagine del libro ricorda i protagonisti delle Officine meccaniche di alta precisione ( Omap) non può che ricordare le tante vite, che si sono sacrificate per il lavoro onesto, sicuro, garantito per portare il pane a casa.

