Hanno un loro fascino…Ecco perchè sono sempre più preso dall’amore e dall’amare le foto in bianco e nero che sono con gli anni che passano,la nostra memoria storica. Tutto si fa passione, colore, calore ed il viso esprime testimonianza. Sono cresciuto scolaro della ”Padre Giovanni Minozzi ” di Matera con la maestra Calculli in prima elementare, Tolve in seconda e poi terza, quarta e quinta con il maestro Seravezza del quale ricordo le sue capacità didattiche. E poiché avevo una voce alta mi dette l’incarico di capoclasse!!! Ricordo che: quando interrogava si metteva di fianco a ciascuno di noi e, quando interrogava in matematica, bisognava leggere : ” Problema ;la mamma è andata al mercato ed ha comprato” un chilo di mele a lire… Un chilo di rape a lire… quanto ha speso in tutto?” . Risposta e soluzione da leggere e senza sbagliare di conto.
Problema, indicazione, operazione, svolgimento, risposta e il tutto sul quaderno a quadretti con la copertina nera. Se non leggevi bene era amara….Ricordo che il maestro, stando accanto, ci tirava le orecchie con forza. E ancora oggi ricordo con “dolore”. Il maestro aveva anche la bacchetta di legno, che utilizzava quando sbagliavi e dovevamo, dovevo aprire la mano. Una bacchettata e la sentivo forte e… DOLORANTE. Erano i tempi all’insegna del ” Mazz e panell…”
Stavamo nella classe al secondo piano. Il maestro , tra l’altro, mi aveva incaricato detto : “devi gridare”attento” quando entrano il direttore o altre persone.
All’uscita,poi, come capoclasse dovevo tenere bene la classe, in fila per due. Ricordo, in particolare , che si trovavano in campagna ordigni inesplosi, della guerra. Un ragazzo ne trovò una che esplose, ma per fortuna non procurò “danni”.
Ricordo il gioco dell’ “accognere” (acchiapparello) che facevamo prima di entrare in classe come Il ” t’ne’ l’ucchj” tenere gli occhi chiusi e contare sino a…. dieci” a voce alta e dire, come avviso, ‘’ c’ iecchia iecchia” e cioè ‘’ Chi trovo trovo’’.
Era, ricordo, un ritrovarsi di buon mattino prima di entrare in classe, al suono della campanella. Nel cortile della Minozzi vi era anche il “Refettorio” , frequentato dai bambini più poveri per bere il latte e poi a pranzo per la minestra. Era una scuola che funzionava bene! E per me sono stati gli anni piu’ belli. Ho frequentato la Minozzi sino alla quarta e la quinta l’ho fatta alla Elementare ‘’ F.S Nitti’’ del rione Serra Venerdì con il maestro Palazzo, che era molto bravo e soprattutto “simpatico”. Altri come la foto in bianco e nero, con i grembiuli scuri, fiocco e distintivo di una scolaresca di quasi 70 anni fa.