Bella domanda. Me la sono fatta dopo aver ricevuto nella giornata della festa nazionale francese, il 14 luglio, una lettera da Vienna (Austria) con timbro delle Poste austriache 8 aprile, ma nessuno delle Poste italiane né davanti sui francobollo e né sul retro. Il portalettere della società italiana l’ha lasciata nella cassetta postale. Resta il mistero sul dove e come quella lettera si sia bloccata. A spedirla un amico e che mi informava del Comix 2026 che si sarebbe tenuto nella capitale austriaca il 30 e 31 maggio scorso. Certo a giudicare dai francobolli, che riproducono un’auto veloce e un Ape, la lettera sarebbe dovuta arrivare nel giro di una settimana. Ma tre mesi e passa sono troppi. Sono gli effetti di una gestione informatizzata che va in tilt con l’intelligenza artificiale (più croce che delizia della logistica moderna) o di ”dimenticanze” di corrieri che hanno preferito non suonare la vecchia cornetta dei postini, che contrassegna il logo di tante società postali europee? Le scuse? Anche quelle viaggiano in ritardo. Anzi sono un ricordo.
