L’assessore alla Sanità, Rocco Leone, in merito alle vicende giudiziarie che vedono coinvolti funzionari in servizio ricorda (a chi? ndr) in un comunicato stampa “che l’Autorità nazionale anticorruzione ha previsto l’istituto della rotazione straordinaria così come dichiarato nell’art. 16 comma 1 della legge del 30 marzo 2001 n.165.  In particolare la norma prevede l’obbligo dell’amministrazione di assegnare il personale sotto indagine della magistratura ad altro servizio.”

In base a questo assunto, l’assessore Leone rende noto di aver “scritto al direttore generale Polimeni unitamente agli altri direttori generali delle aziende sanitarie locali e al dott. Cantone, attualmente presidente dell’Anac, ricordando non solo la norma in oggetto ma anche che cosa hanno posto in essere le amministrazioni periferiche della sanità per ottemperare a questo invito.”

L’assessore Leone nella sua nota, rende noto di aver “chiesto in particolare l’attuale stato dell’arte anche in riferimento dei casi del dott. Pietro Quinto e della dott.ssa Maria Benedetto.”

Ma sembra che gli interlocutori facciano orecchie da mercante, considerato che il comunicato stampa si conclude in modo sconsolato che: ” Allo stato all’assessorato non sono pervenute risposte.”

Possibile che un Leone, per giunta assessore al ramo, non abbia altri strumenti più consoni ed efficaci da usare per farsi rispettare nel suo ruolo che rendere pubblica la sua impotenza?