AVIGLIANO – L’aviglianese Carmen Lucia scrive nuovamente al presidente Bardi sulla questione delle pale eoliche. Ma da maggio, e per la seconda volta, non ha ricevuto alcun cenno di risposta. Da oltre un anno, Lucia attende che qualcuno, visto che le sue missive erano inviate sia al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, sia all’assessore di via Anzio, Gianni Rosa che al sindaco d’Avigliano, Vito Summa, le dica qualcosa. “Mi chiamo Carmen Lucia, vivo ad Avigliano, nel centro storico – s’apprende dallo scritto -, di fronte ho un tratto della contrada rurale Pantani ed avevo notato nella notte che accanto a luna e stelle s’illuminavano delle moleste luci rosse. Non è stato difficile capire: pale eoliche! Vuole sapere quale è stato il primo pensiero? Che schifo! Vivo a Palazzo Corbo di sotto da ventitré anni e dalle camere che si affacciano sulla strada che va a San Cataldo si vede la campagna, contrada Pantani di sotto. Alle sei del mattino canta un gallo, c’è un pascolo, l’estate sembra di avere le pecore in casa, raglia l’asino”. Ma ecco la contestazione più precisa: “Sono una convinta ambientalista, ho scritto sul Cantico di frate sole, o Laudes creaturorum, del 1224, quasi otto secoli fa, La custodia del creato, nel quale partendo dal verso ‘Laudato sii mi Signore per sora nostra madre terra, la quale ne sustenta e governa e produce diversi frutti con colori, fiori et erba’, (San Francesco d’Assisi, Cantico di frate sole o Laudes creaturarum, vv. 20-22, in Mario Pazzaglia, Letteratura italiana, vol. 1, Milano: Zanichelli, 1985) ricordo con i versi di San Francesco la terra è nostra madre, una madre che maltrattiamo, offendiamo, calpestiamo e lentamente assassiniamo con assoluta indifferenza e superficialità. Papa Francesco, nell’Enciclica ‘Laudato sii’ – aggiunge Carmen Lucia – ci ricorda il Creato ci è stato donato affinché lo custodissimo e ne facessimo il più bel giardino dell’universo, secondo Lei l’istallazione di altre pale eoliche è rispettare e custodire il Creato? Lei – chiosa quindi la cittadina aviglianese – può anche rispondere che il Cantico di San Francesco non Le piace e che Lei non è religioso, allora Le ricordo che per i grandi politici del secondo dopo guerra come Alcide De Gasperi la politica era un dovere, un servizio per la comunità, una visione del futuro. È visione del futuro istallare migliaia di pale eoliche in nome del profitto?”. Senza dimenticare che sul parco eolico costruito lungo la strada tra Avigliano e Potenza, è in corso un inchiesta per infiltrazione mafiosa. E “che nella zona interessata c’è fauna selvatica e questa oggi gode della protezione di leggi speciali, per molti, soprattutto per i rapaci, le pale eoliche sono terribili nemici che li votano alla morte. Inoltre, l’area interessata coinvolge una zona dove sorge un santuario. Gli antichi, e parlo dei nostri illustri antenati latini, costruivano i luoghi di culto in territori particolari, dalle caratteristiche ambientali intuivano la presenza della divinità. Il cristianesimo ha costruito negli stessi luoghi e non a caso, per la Basilicata il primo luogo a cui si pensa è la chiesa di Pierno, ma la chiesa del Monte Carmine di Avigliano risponde alle stesse caratteristiche. Forse è tempo di rispondere, insomma.