HomeCronacaLe donne della Cgil in prima fila per diritti, uguaglianza ed emancipazione

Le donne della Cgil in prima fila per diritti, uguaglianza ed emancipazione

E’ il complesso mondo del lavoro femminile che è andato in scena durante l’evento organizzato dalla Cgil di Matera per l’8 marzo 2025, dal titolo “UGUALI MA DIVERSE- Il lungo e faticoso cammino delle donne verso la parità“, nel cinema Piccolo. Le testimonianze delle sindacaliste impegnate nei vari settori hanno fotografato un mercato del lavoro al femminile caratterizzato dalla precarietà, dai salari più bassi e dalla discriminazione rispetto ai colleghi maschi, il tutto condito da vicende di molestie. Elemento comune è la registrazione di una situazione che sembra regredire sempre più rispetto alle conquiste raggiunte negli anni settanta, e la fatica di provare a reggere, resistere, in un quadro profondamente mutato anche da un punto di vista legislativo peggiorativo. Ma la Cgil, come ha ricordato nel saluto iniziale il segretario regionale Fernando Mega è impegnata in prima linea per ripristinare e far avanzare i diritti dei lavoratori. Richiamando tutti alla importanza dell’appuntamento elettorale che dovrebbe tenersi antro giugno prossimo riferita a 5 referendum abrogativi per cui la Cgil ha raccolto le firme:
1. STOP AI LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI
Nelle imprese con più di 15 dipendenti, le lavoratrici e i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi non possono rientrare nel loro posto di lavoro dopo un licenziamento illegittimo. Abroghiamo questa norma, diamo uno stop ai licenziamenti privi di giusta causa o giustificato motivo.
2. PIÙ TUTELE PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLE PICCOLE IMPRESE
Nelle imprese con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere 6 mensilità di risarcimento. Abroghiamo questo limite, aumentiamo l’indennizzo sulla base della capacità economica dell’azienda, dei carichi familiari e dell’età della lavoratrice e del lavoratore.
3. RIDUZIONE DEL LAVORO PRECARIO
In Italia circa 2 milioni e 300 mila persone hanno contratti di lavoro a tempo determinato. I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Rendiamo il lavoro più stabile. Ripristiniamo l’obbligo di causali per il ricorso ai contratti a tempo determinato.
4. PIÙ SICUREZZA SUL LAVORO
Arrivano fino a 500mila, in Italia, le denunce annuali di infortunio sul lavoro. Quasi 1000 i morti. Modifichiamo le norme attuali, che impediscono in caso di infortunio negli appalti di estendere la responsabilità all’impresa appaltante. Cambiamo le leggi che favoriscono il ricorso ad appaltatori privi di solidità finanziaria, spesso non in regola con le norme antinfortunistiche. Abrogare le norme in essere ed estendere la responsabilità dell’imprenditore committente significa garantire maggiore sicurezza sul lavoro.
5. PIÙ INTEGRAZIONE CON LA CITTADINANZA ITALIANA
Riduciamo da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter fare domanda di cittadinanza italiana, che una volta ottenuta sarebbe trasmessa ai figli e alle figlie minorenni. Questa modifica costituisce una conquista decisiva per circa 2 milioni e 500mila cittadine e cittadini di origine straniera che nel nostro Paese nascono, crescono, abitano, studiano e lavorano. Allineiamo l’Italia ai maggiori Paesi Europei, che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.
Un’occasione unica che non va sprecata e votando 5 SI sarà possibile rimettere al centro del dibattito pubblico i temi del lavoro, della libertà nel lavoro e della cittadinanza, provando a costruire un cambiamento vero e concreto.

Quindi Giulia Adduce che, nel suo intervento iniziale, ha ricordato come l’8 marzo “non celebra la donna in sé, ma ha connotazioni fortemente politiche: vuole ricordare le conquiste sociali femminili e vuole far riflettere sulle discriminazioni e le violenze che ancora oggi le donne devono subire. Per le donne (e gli uomini) della Cgil l’8 marzo era e rimane una giornata importante, anche per sottrarla dalla deriva consumista che oramai caratterizza la c.d. “Festa della donna”, che è cosa diversa dalla “Giornata Internazionale della Donna”. Ovvero quella istituita nel 1977 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 32/142, e che si incentra ogni anno su un tema diverso. Il tema scelto quest’anno è “Per tutte le donne e le ragazze: Diritti. Uguaglianza. Emancipazione”, sottolineando l’importanza di promuovere l’inclusione e garantire che nessuna venga lasciata indietro. E’ stato ricordato, ancora da Giulia Adduce, come le conquiste del movimento dei lavoratori e di quelli femminili in particolare siano state tutte conseguite negli anni settanta. “Sono degli anni Settanta, infatti:
• lo Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970)
• la legge sul divorzio (L. 898/1970)
• la legge per la tutela delle lavoratrici madri (L. 1204/1970)
• la sentenza con la quale la Corte costituzionale legalizza l’aborto terapeutico (n. 27/1975)
• la legge che riforma il diritto di famiglia (L. 151/1975)
• la legge che istituisce i consultori familiari come servizi sanitari di base (L. 405/1975)
• la legge sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro che vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro, la retribuzione e la carriera (L. 903/1977)
• la legge sull’aborto (L. 194/1978)
• nel 1976 per la prima volta una donna viene nominata Ministro (Tina Anselmi – Ministra del Lavoro e della Previdenza Sociale).
Ebbene, sono tutte conquiste successivamente poste sotto attacco e a rischio per cui è necessaria una rinnovato impegno a difenderle, ripartendo da quella energia e determinazione nella ricerca dell’affermazione dei diritti delle donne, per rimuovere le barriere al pieno dispiegarsi del principio di uguaglianza formale e sostanziale sancito dall’art. 3 della Costituzione.”
Ed è intorno a questo che è stata costruita l’iniziativa della erata che su questi temi ha dato la parola al ricco e vario mondo della Cgil, che è un sindacato confederale, dentro il quale ci sono diverse categorie, che si occupano dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dei differenti settori del mondo del lavoro.
Due tavole rotonde condotte da Anna Giammetta, giornalista (oltre che componente della Segreteria della Fp Cgil Matera) che ha visto la partecipazione, in due tornate, di Segretarie e Delegate, espressione di diverse categorie e differenti realtà lavorative contemporanee.

Nel primo gruppo chiamate a raccontare la propria esperienza nel proprio settore sono state : Marcella Conese – Segretaria Generale FILCAMS CGIL Matera e Coordinatrice FILCAMS CGIL Basilicata, dipendente Azienda Speciale della CCIAA Basilicata in distacco sindacale. La FILCAMS (Federazione Italiana dei Lavoratori del Commercio Turismo Servizi) è la federazione di categoria della CGIL che si occupa delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nei settori del Terziario, Turismo e Servizi.
• Teresa Persia – Segretaria FLAI CGIL Matera, lavora nella forestazione ed è anche Psicologa. La FLAI (Federazione Lavoratori Agro Industria) è la federazione di categoria della CGIL che si occupa delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli, florovivaisti e forestali, dei consorzi agrari e dei consorzi di bonifica, delle associazioni degli allevatori, dell’industria alimentare di trasformazione e dell’artigianato alimentare, della pesca, di aziende ortofrutticole, ecc.
• Nunzia Armento – Segretaria SPI CGIL Matera e SPI CGIL Basilicata – pensionata.
Lo SPI (Sindacato Pensionati Italiani) organizza e riunisce tutti i pensionati, le pensionate e le persone anziane aderenti alla Cgil.
• Vita Labriola – Segretaria SLC CGIL Basilicata con delega al comprensorio di Matera – dipendente CALLMAT. La SLC (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) è la federazione di categoria che si occupa delle/dei lavoratrici/lavoratori di aziende postali e bancoposta, di telecomunicazioni, di emittenza radiotelevisiva, cartarie, cartotecniche, grafiche e editoriali periodiche, editrici e stampatrici di giornali quotidiani e agenzie di stampa, del settore della pubblicità, cinematografiche, enti teatrali, enti musicali, ecc.

Nella seconda tornata sono intervenute:• Angela Uricchio – Segretaria Generale FLC Matera – Dipendente MIUR in distacco sindacale. La FLC (Federazione Lavoratori della Conoscenza) è la federazione di categoria della CGIL che si occupa delle/dei lavoratrici/lavoratori di scuola, università, ricerca, alta formazione artistica e musicale, formazione professionale, educazione degli adulti.
• Cinzia Amoroso – Segretaria FISAC Basilicata con delega alle politiche di genere – dipendente BPER. La FISAC (Federazione Italiana Sindacato Assicurazioni Credito) è la federazione di categoria della CGIL che si occupa delle/dei lavoratrici/lavoratori di Assicurazioni e Credito.
• Teresa Donofrio – Segretaria Generale RETE STUDENTI MEDI Basilicata – studentessa universitaria (unica non della Cgil, ma curatrice della elaborazione grafica della locandina della l’iniziativa odierna).                                                                                                 Al termine della tavola rotonda vi è stata la rappresentazione teatrale “Speriamo che sia Femmina” di Anna Onorati, arrangiamenti di Girolamo Schiuma – a cura dello IAC (Centro Arti Integrate) di Matera.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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