HomeCronacaL'attività didattica della Basilicata procede a distanza. Ma non tutti sono connessi

L’attività didattica della Basilicata procede a distanza. Ma non tutti sono connessi

I numeri delle didattica a distanza della Basilicata sono positivi. Almeno a sentire le ultime dichiarazioni della responsabile dell’ufficio Scolastico regionale lucano, Claudia Datena.

Il monitoraggio dedicato al tema, infatti, nello specifico “per verificare lo stato di attuazioni delle azioni promosse dalle scuole sulle modalità di apprendimento a distanza” ha soddisfatto il sistema organizzativo scolastico basilisco; il campione è rappresentativo dell’88% delle istituzioni scolastiche complessive lucane. Fra scuola dell’infanzia, primaria e secondarie d’entrambi i gradi.

La totalità delle scuole – ha reso noto con fierezza la funzionaria potentina Datena – ha attivato forme di didattica a distanza (il 42% nella scuola dell’infanzia e il 100% nelle classi della scuola prima di I e II grado), il 98% le aveva attivate in tutte le classi. Quando alle modalità attivate, la maggior parte (86%) utilizza il registro elettronico”. Parole rassicuranti, specie perché arrivano praticamente in concomitanza con gli ultimi annunci della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Che, su tutto, parla dell’obbligatorietà della didattica a distanza.

Ma com’è noto i numeri sono indicatori, certo. Epperò freddi e a tratti persino simbolici. La situazione complessiva, infatti, parrebbe esser ben più complessa rispetto alla comunicazioni di Datena. Dove, tanto per cominciare, nascono gruppi di genitori che si lamentano, da Potenza a Matera, che cominciano a farsi sentire per vari motivi.

Premesso che almeno quasi il 10% d’alunne e alunni dell’interno tessuto scolastico dell’ex Belpaese non partecipa proprio, alle lezioni. Nella regione che nel 2001 accolse il programma d’alfabetizzazione informatica sostenuto dall’allora presidente Filippo Bubbico, scoprire che ci sono giovanissime e giovanissimi ancora privi di computer a casa può esser una prima importante criticità ed elemento d’allarme per questa Basilicata.

Ci sono ragazzi che non hanno mezzi per seguire le lezioni”, è un commento tranchant raccolto dal mare di fb. Una mamma della provincia materana, ancora, contattata telefonicamente aggiunge: “Io non riesco a fare le video-chiamate, sul sito che utilizzano alle scuole medie che frequenta mio figlio”. Basta dare un’occhiata al portatile della genitrice, per verificare come compiti assegnati oltre una settimana fa sono stati svolti soltanto da 6 o 7 studenti su 32.

E dall’altra parte, come va la situazione? Ecco la testimonianza più che dettagliata d’un insegnante, d’un insegnante che lavora con 7 classi dell’entroterra materano. Cosa può dirci rispetto alle innovazioni introdotte dall’insegnamento online?

Il professore è un fiume in piena. Ci tiene a raccontare ogni aspetto della nuova situazione che con le colleghe e i colleghi sta affrontando. “E’ chiaro – comincia – che tutti i docenti stanno affrontando al meglio questa situazione, hanno infatti dovuto imparare a usare piattaforme delle quali non sapevano neanche l’esistenza. La dirigente, preparata e vicinissma a tutte le insegnati e gli insegnanti – aggiunge il puntuale professore -, sta facendo il possibile tenendo corsi per la preparazione dei docenti, i cosiddetti webinar, e che noi tutti siamo tenuti a rispettare, e che sono seminari utili a connetterci con i ragazzi e permettere loro di seguire ugualmente il programma però attraverso un metodo alternativo. Per i ragazzi facciamo il possibile. Facciamo il possibile per non stressarli, organizzandoci e consultandoci sempre fra docenti”.

Va tutto bene, alla fine? “Il discorso cambia per esempio quando in casa più ragazzi seguono lezioni online, tra difficoltà di connessione, giga a disposizione che terminano oppure peggio ancora quando alcuni non dispongono proprio del pc e al massimo possono contare sul cellulare”, è invece la chiara risposta dell’insegnante. Senza parlare di quegli esempi dove certi ragazzi “hanno preso questa didattica a distanza come una sorta di vacanza anticipata, per cui con la scusa della mancanza di una connessione evitano la lezione di turno”.

Come al solito, dietro le cifre e il modo scelto per diffonderle, esiste un mondo. Fra sacrifici di tante e tanti e, precisa meglio il professore interpellato, “il pericolo che gli ultimi continuino a rimanere gli ultimi, perché per quanto possa essere particolareggiata la lezione che garantiamo, comprendere a distanza carenze e problemi è più difficile”.

Nunzio Festa
Nunzio Festa

BREVE NOTA BIOGRAFICA

Nunzio Festa è nato a Matera, ha vissuto in Lucania, a Pomarico, poi in Lunigiana e Liguria, adesso vive in Romagna.

Giornalista, poeta, scrittore.

Collabora con LiguriaDay, L'Eco della Lunigiana, Città della Spezia, La Voce Apuana e d'altri spazi cartacei e telematici, tra i quali Books and other sorrows di Francesca Mazzucato, RadioA, RadioPoetanza e il Bollettino del Centro Lunigianese di Studi Danteschi; tra le altre cose, ha pubblicato articoli, poesie e racconti su diverse giornali, riviste e in varie antologie fra le quali: Focus-In, Liberazione, Mondo Basilicata, Civiltà Appennino, Liberalia, Il Quotidiano del Sud, Il Resto.

Per i Quaderni del Bardo ha pubblicato “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre agli e-book su Scotellaro, Infantino e Mazzarone e sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi; più la raccolta poetica “Spariamo ai mandanti”, contenenti note di lettura d'Alessandra Peluso, Giovanna Giolla e Daìta Martinez e la raccolta poetica “Anatomia dello strazzo. D'inciampi e altri sospiri”, prefazione di Francesco Forlani, postfazione di Gisella Blanco e nota di Chiara Evangelista.

Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d'Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa), con prefazione di Marino Magliani e “Il crepuscolo degli idioti (Besa).

Per le edizioni Il Foglio letterario, i racconti “Sempre dipingo e mi dipingo” e l'antologia poetica “Biamonti. La felicità dei margini. Dalla Lunigiana più grande del mondo”.

Per Arduino Sacco Editore “L'amore ai tempi dell'alta velocità”.

Per LietoColle, “Dieci brevissime apparizioni (brevi prose poetiche)”.

Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” (con note critiche di Franco Arminio, Plinio Perilli, Francesco Forlani, Ivan Fedeli, Giuseppe Panella e Massimo Consoli) e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.

Per Edizioni Efesto, “Chiarimenti della gioia”, libro di poesie con illustrazioni di Pietro Gurrado, note critiche di Gisella Blanco e Davide Pugnana.

Per WritersEditor, la biografia romanzata “Le strade della lingua. Vita e mente di Nunzio Gregorio Corso”.

Per le Edizioni Ensemble, il libro di poesie “L'impianto stellare dei paesi solari”, con prefazione di Gisella Blanco, postfazione di Davide Pugnana e fotografie di Maria Montano.

Per Bertoni Editore, il libro di poesie “Semplificazioni dai transiti sotto la coda di Trieste”.

Per Tarka Edizioni, il saggio narrativo “Ai piedi del mondo. Lunigiana e Basilicata sulle corde degli Appennini”.

Per BookTribu, il romanzo breve “Io devo andare, io devo restare”.

nunziofesta81@gmail.com.

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