Riceviamo e pubblichiamo una nota di Nicola Pavese, presidente dell’Associazione “Matera Ferrovia Nazionale”

 

Mentre l’Associazione “Matera Ferrovia Nazionale” è in attesa di incontrare il presidente Bardi, insieme agli assessori regionali Merra e Cupparo, si registrano alcune importanti “scese in campo” che animano il dibattito politico e sociale e confermano le crescenti aspettative verso le Ferrovie dello Stato e quindi per la prosecuzione della Ferrandina-Matera (in costruzione) fino a Gioia del Colle.

Nelle scorse settimane era stato il sindaco De Ruggieri a sollecitare il sottosegretario alle Infrastrutture Margiotta sull’argomento. Una idea, la prosecuzione per Gioia del Colle (passando per Jesce), da quest’ultimo pienamente condivisa e per la quale ha assicurato il suo impegno in un incontro con i dirigenti del nostro sodalizio. Tutto ciò per la rilevanza che la tratta Salerno-Potenza-Matera-Bari potrebbe rivestire per la rinascita socio-economica di tutta la Basilicata. Oltretutto, in questo modo, Matera sarebbe collegata alla direttrice tirrenica dell’A/V (via Ferrandina-Potenza), e nel contempo, da Salerno, si realizzerebbe, via Gioia del Colle, la strategica e trasversale connessione all’asse turistico-industriale con Taranto-Brindisi-Lecce. Ulteriormente a quella per Bari. Insomma nella Città dei Sassi l’arrivo dei binari statali potrebbe consentire una svolta concreta con collegamenti funzionali per nuovi scenari volti a incrementare sia il turismo proveniente dalla Campania e dalla Puglia che le esportazioni/importazioni delle merci attraverso i porti di Napoli, Salerno, Bari e Taranto.

In una realtà che ha la necessità di migliorare la sua accessibilità, è idea diffusa che queste sono le opere indispensabili per allungare innanzitutto gli effetti positivi di Matera 2019 e per creare sviluppo anche nelle aree interne alle prese con spopolamento e criticità di vario tipo. Tra l’altro, temi e prospettive per un’azione  di lungo termine che non sfuggono ad alcuni esponenti del mondo politico e sociale che attraverso la stampa hanno riconosciuto la priorità da assegnare alle FS per la coesione e per evitare una definitiva e paradossale emarginazione di Matera e della Basilicata.

In proposito, il consigliere regionale Piergiorgio Quarto ha sottolineato che <<vanno avviati e completati i lavori per la tratta capace di unire Matera a Gioia del Colle, itinerario fondamentale per avvicinare la città ad altri mercati turistici nel contesto internazionale>>. Il presidente della Cna, Leo Montemurro, ha quindi evidenziato l’importanza di <<impegnarsi su due grandi temi: il completamento della ferrovia Ferrandina-Matera e il suo prolungamento essenziale verso Gioia del Colle>>. <<La realizzazione di imprescindibili tasselli per lo sviluppo – secondo il sindacalista Eustachio Nicoletti – sono passaggi irrinunciabili per una città d’arte che deve programmare il futuro legando la questione della Ferrandina-Matera all’attuazione della Zes Matera-Taranto>>. E su questa lunghezza d’onda si trova concorde anche l’astronomo FrancoVespe, secondo il quale <<è primario proprio il completamento della ferrovia da/per la Valle del Basento>>. Circa la necessità di migliorare l’accoglienza dei visitatori si è soffermato Antonio Nicoletti, neo direttore generale dell’Apt-Basilicata, affermando che <<la regione ha un grande potenziale inespresso, ora bisogna intervenire su dotazioni infrastrutturali e di servizi adeguati perché così la Basilicata resta una regione del tutto isolata>>.

Intanto, Rete Ferroviaria Italiana nel recente incontro di Ferrandina ha comunicato che “il nuovo progetto della Ferrandina-Matera, aggiornato e redatto secondo le norme di sicurezza previste dalla Comunità europea, è stato appena terminato. Si aspetta, quindi, la convocazione della Regione Basilicata e dei Comuni di Matera, Ferrandina, Pomarico e Miglionico presso il ministero dei Lavori Pubblici per l’approvazione definitiva. Concluso l’iter burocratico, si potranno riaprire i cantieri per un’opera tanto attesa e che offrirebbe nuova occupazione e darebbe slancio all’economia lucana.