Piazza Pascoli con il belvedere sui rioni Sassi, punto di incontro internazionale di culture e persone diverse, hanno fatto da punto di incontro per sostenere l’approvazione in Parlamento di una legge, presentata dal parlamentare Alessandro Zan (Pd) contro le discriminazioni sessuali e che prevede “: “Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere” . E a segnare questo momento di impegno sociale, promosso da Volt con il lancio di lanterne, accanto alle associazioni promotrici https://giornalemio.it/politica/le-lanterne-arcobaleno-di-volt-nel-cielo-di-matera/ anche il sindaco di Matera Domenico Bennardi. Un impegno a continuare con associazioni, cittadini sulla strada del rispetto delle libertà e contro ogni forma di discriminazione sociale.

LA PROPOSTE DI LEGGE
( CAMERA DEI DEPUTATI —
PROPOSTA DI LEGGE
D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI
ZAN, ANNIBALI, BERSANI, BORDO, ENRICO BORGHI, BOSCHI, BRAGA,
CANTINI, CARNEVALI, CRITELLI, D’ALESSANDRO, DE MARIA, DEL
BARBA, DI GIORGI, EPIFANI, FIANO, FORNARO, FREGOLENT, GRIBAUDO, LOTTI, MADIA, MARTINA, NARDI, NOJA, OCCHIONERO,
ORFINI, PAITA, PEZZOPANE, PINI, POLLASTRINI, QUARTAPELLE
PROCOPIO, ANDREA ROMANO, ROSSI, ROTTA, SCHIRÒ, SERRACCHIANI, VERINI
Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in
materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento
sessuale o identità di genere
Presentata il 2 maggio 2018
ONOREVOLI COLLEGHI ! — I fatti di cronaca
denunciati da numerosi quotidiani nazionali e locali hanno segnalato l’esponenziale
aumento nel numero e nella gravità di atti
di violenza nei confronti di persone omosessuali e transessuali. Sono stati messi in
luce dagli organi di stampa numerosi eventi
violenti, tutte azioni legate a discriminazioni per motivi di orientamento sessuale e
identità di genere. Abbiamo assistito a una
vera e propria escalation dei crimini d’odio
legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere, azioni di violenza inaudita,
spesso commessi da gruppi nei confronti di
singole persone identificate come omosessuali o di coppie omosessuali, anche nel
pieno centro di molte città italiane.
L’approvazione della legge n. 76 del 2016
su unioni civili e convivenze ha segnato un
traguardo fondamentale per il nostro Paese, una pietra miliare per il legislatore
italiano in tema di diritti civili, che ha
finalmente dato un riconoscimento davanti
alla legge alle coppie omosessuali. È così
iniziato un cammino che ora deve essere
continuato attraverso una legge urgente sul
Atti Parlamentari — 1 — Camera dei Deputati

XVIII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
contrasto all’omotransfobia.
Come sapete,
nella passata legislatura si è tentato senza
successo di introdurre nuove norme in materia, con l’obiettivo di prevedere un allar- gamento della sfera di applicazione della
legge n. 654 del 1975 e del decreto-legge
n. 122 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 205 del 1993 (cosiddetta legge Mancino). Tale intervento doveva essere volto ad estendere le sanzioni
già individuate per i reati qualificati dalla
discriminazione per motivi razziali, etnici,
nazionali o religiosi anche alle fattispecie
connesse all’omofobia e alla transfobia.
La presente proposta di legge si propone, dunque, di realizzare un quadro di
maggiore tutela delle persone omosessuali
e transessuali, cercando di colmare il vuoto
normativo determinato dalla mancata approvazione, nella passata legislatura, del
progetto di legge di contrasto all’omotransfobia, il quale aveva peraltro già superato
il vaglio della Camera dei deputati (atto
Senato n. 1052, XVII legislatura).
Occorre, inoltre, considerare che il quadro normativo – sul quale è ora necessario
intervenire – risulta parzialmente modificato a seguito dell’entrata in vigore del
decreto legislativo n. 21 del 2018. Quest’ultimo atto ha realizzato un generale riordino della materia penale, ferme restando
le norme incriminatrici già individuate in
precedenza, provvedendo a inserire nel codice penale tutte le fattispecie criminose
previste da disposizioni di legge già in vigore. Tale « codificazione » delle fattispecie
di reato ha condotto, nell’ambito che qui
interessa, all’introduzione degli articoli 604-
bis e 604-ter del codice penale: il primo
sanziona la propaganda e l’istigazione a
delinquere per motivi di discriminazione
razziale, etnica e religiosa (codificazione
dell’articolo 3 della legge n. 654 del 1975);
il secondo, in materia di circostanze aggravanti, riprende il contenuto dell’articolo 3
del decreto-legge n. 122 del 1993. In questo
modo il legislatore ha innanzitutto introdotto nel codice penale fattispecie di reato
prima non codificate, ovvero la propaganda
di idee fondate sulla superiorità o sull’odio
razziale o etnico, nonché l’istigazione a
commettere o il commettere atti di discriminazione o violenza per motivi razziali,
etnici, nazionali o religiosi. Ha inoltre codificato la circostanza aggravante per tutti
i reati, a eccezione di quelli punibili con
l’ergastolo, commessi con le finalità discriminatorie sopra elencate. Le pene previste
dall’articolo 604-bis si differenziano in base
alla condotta: per chi incita a commettere
o commette atti di discriminazione è prevista la reclusione fino ad un anno e sei
mesi o una multa fino a 6.000 euro; per chi
incita alla violenza o commette egli stesso
atti violenti la pena va da sei mesi a quattro
anni di reclusione, pena prevista anche per
la partecipazione o l’assistenza a organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi
aventi gli scopi discriminatori o violenti
sopra descritti. La pena aumenta fino alla
reclusione da uno a sei anni per chi dirige
o promuove tali formazioni. Quando ricorrono le circostanze aggravanti descritte all’articolo 604-ter la pena prevista per il
reato compiuto è aumentata fino alla metà.
In questo quadro normativo si inserisce
la presente proposta di legge, volta a contrastare l’omotransfobia, proposta che si
colloca in linea con una risoluzione del
Parlamento europeo sull’omofobia in Europa, risalente al 2006, rimasta finora inascoltata nel nostro ordinamento, oltre che
con numerose decisioni rese dalla Corte
europea dei diritti dell’uomo. Da un lato, la
risoluzione richiamata definisce l’omofobia
come « una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di
gay, lesbiche, bisessuali e transessuali
(GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al
razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo
e al sessismo »; dall’altro, la Corte di Strasburgo ha ribadito più volte la necessità che gli Stati si attivino per tutelare le
persone appartenenti alla comunità LGBTI,
attraverso una pluralità di misure, tra le
quali rientra senza dubbio il contrasto, dal
punto di vista penalistico, all’omofobia ed
alla transfobia (M.C. e A.C. c. Romania;
Identoba e altri c. Georgia). Ciò chiarisce
l’importanza di un intervento legislativo
che sanzioni le condotte dettate da intento
persecutorio nei confronti di persone omosessuali o transessuali, proprio in dipendenza del loro orientamento sessuale o
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della loro identità di genere. Dal Parlamento europeo e dal Consiglio d’Europa
giunge dunque la sollecitazione a non trattare i crimini d’odio come semplici azioni
prive di volontà discriminatoria, circostanza che determinerebbe invece nella popolazione LGBTI la percezione che lo Stato non sia in grado di garantire una adeguataprotezione a soggetti più vulnerabili rispetto alla maggioranza della popolazione.
Alla luce di quanto rilevato, l’Italia, che
ancora è sprovvista di uno strumento specifico di protezione contro l’omotransfobia, si trova particolarmente esposta al rischio di una condanna da parte della Corte di Strasburgo, soprattutto dopo la mancata
approvazione del citato progetto di legge
nella passata legislatura.
È pertanto indispensabile e urgente che
le Camere approvino questa proposta di
legge, volta a introdurre nell’ordinamento
italiano una protezione specifica, posto che,come detto, il nostro Paese (in questo isolato nel quadro degli altri ordinamenti occidentali) non dispone di alcuna legge che sanzioni autonomamente le fattispecie di
omotransfobia e che aggravi le pene previste in ipotesi di reati determinati dall’orientamento sessuale della vittima. Il contenuto della presente proposta di legge vuolecolmare questa lacuna, attraverso la modifica dei richiamati articoli introdotti nel codice penale dal decreto legislativo n. 21del 2018, ovvero gli articoli 604-bis e 604-
ter.La proposta di legge è composta di due
articoli: il primo interviene sull’articolo 604-
bis, estendendo innanzitutto le condotte
delittuose ivi previste anche alle ipotesi di
discriminazioni, violenze o provocazione alla violenza, dettate da motivi di orientamento sessuale e identità di genere; l’articolo 604-bis è inoltre integrato attraverso
la previsione del divieto di costituire un qualsiasi ente che preveda finalità di violenze o discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere; ilsecondo interviene, invece, apportando modifiche all’articolo 604-ter, stabilendo chela circostanza aggravante ivi prevista si
estende ai reati commessi in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere della vittima.
Con questa proposta di legge anche l’ordinamento italiano si potrà dotare di uno strumento di protezione della comunità LGBTI, intesa come collettività composta da soggetti che possono essere particolar- mente vulnerabili, in linea con una visione più moderna e inclusiva della società e nel
tentativo di realizzare quella pari dignità
che la Costituzione riconosce a ciascuna
persona.
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PROPOSTA DI LEGGE
__ ART. 1.
(Modifiche all’articolo 604-bis del codice
penale, in materia di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa).
1. All’articolo 604-bis del codice penale
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alle lettere a) e b) del primo comma
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « oppure fondati sull’orientamento sessuale
o sull’identità di genere »;
b) al primo periodo del secondo comma
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « oppure fondati sull’orientamento sessuale
o sull’identità di genere »;
c) alla rubrica sono aggiunte, in fine,
le seguenti parole: « o fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere ». ART. 2.
(Modifica all’articolo 604-ter del codice penale, in materia di circostanza aggravante).
1. Al primo comma dell’articolo 604-ter
del codice penale, dopo le parole: « o religioso, » sono inserite le seguenti: « oppure
fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, ».
*18PDL001