I tanti ”Se” della brochure ” …Questo non è amore”, distribuito in piazza a Matera dalla Polizia di Stato, con quel ”esserci sempre” in ufficio, al telefono, sul web o per strada, anche nel giorno di San Valentino per aiutare tante donne che rischiano di finire o vogliono uscire dal cerchio buio delle violenze di genere, sono una conferma che quella spirale può essere interrotta. Basta parlare, chiedere aiuto, denunciare guardando ai dati sulle situazioni e sui protagonisti delle violenze che, nell’ 82 per cento dei casi, sono persone amiche o che si credono amiche o innammorate,e che hanno le chiavi di casa. E che ogni giorno, sopratutto tra le mura domestiche, si consumano atti di violenza che alla lunga – se non denunciati e fermati in tempo- portano alla morte violenta delle vittime, lasciando in taluni casi bambini senza uno o tutti e due i genitori. La legislazione e le attività di sostegno alle vittime sono aumentate per qualità e quantità. Ma occorre non abbassare la guardia. Le violenze coinvolgono tutte le fasce sociali e di età. Ricordiamolo nella giorno dell’amore, della dolcezza dei cioccolatini e delle rose rosse.


A San Valentino torna il camper della Polizia di Stato in Piazza Vittorio Veneto

Prosegue la campagna contro la violenza di genere “Questo non è amore”

Il camper della Polizia di Stato contro la violenza di genere è tornato a San Valentino.
Il 14 febbraio, infatti, in occasione della ricorrenza cara agli innamorati, la Polizia di Stato scende in Piazza Vittorio Veneto a Matera per mettere ancora una volta sotto i riflettori di tutti il tema della violenza di genere.
Prosegue dunque la campagna di sensibilizzazione “Questo non è amore” della Polizia di Stato che intende combattere il fenomeno alla radice, a partire da un cambiamento dell’atteggiamento culturale.
Il Questore Luigi Liguori ha voluto essere presente accompagnando il Prefetto Rinaldo Argentieri in piazza, dov’è stazionato il camper della Polizia di Stato, per sottolineare l’importanza che la Polizia di Stato attribuisce all’iniziativa.
Hanno incontrato i giornalisti il Portavoce della Questura Commissario Pasqua Lillo e il responsabile della Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile Vice Commissario Vito Cicirelli, che hanno fornito alcuni dati nazionali e locali. “Nell’82% dei casi chi fa violenza su una donna non bussa, ha le chiavi di casa” ovvero la violenza viene da una persona della stessa famiglia. I dati sono importanti: solo a titolo di esempio, nel mese di marzo dello scorso anno, in Italia si sono registrate 88 donne vittime di violenza ogni giorno, cioè una donna ogni 15 minuti.
Anche nel territorio della provincia di Matera purtroppo si registra un incremento dei reati di violenza di genere. A fronte dei 56 casi rilevati nel 2018, nel 2019 ci sono stati 90 episodi di maltrattamenti contro familiari e conviventi ex art.572 c.p.; mentre gli atti persecutori sono passati da 76 nel 2018 a 88 nell’anno successivo.
“Le situazioni nelle quali intervengono gli investigatori sono delicate e richiedono sensibilità e capacità di ascolto per guadagnare la fiducia delle vittime consentendo loro di vincere la paura e raccontare l’inferno che stanno attraversando”, ha spiegato il Vice Commissario Cicirelli.
Il personale, di cui fa parte anche il medico della Polizia di Stato e un rappresentante del C.A.I. – Centro Antiviolenza Italiano, è a disposizione per l’intera mattinata di quante/i si rivolgono per segnalare, denunciare oppure anche solo per anche solo per parlare o chiedere informazioni sul tema.
Con l’occasione, è stato distribuito ai cittadini l’opuscolo realizzato a cura della Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della P.S., per informare e aiutare le vittime a far emergere la loro situazione e a combattere insieme la violenza.

Matera, 14 febbraio 2020