…Una provocazione, naturalmente, per accelerare il recupero di una parte del Caveoso che vive una situazione di degrado e alla prese con progetti di recupero trentennali, come il Museo demo etno antropologico (il nodo è sempre quello dei contenuti e della gestione) e di quelli in corso come quello della “Civiltà contadina” che fa parte della rete di interventi di Invitalia del ”Parco della storia dell’ Uomo” per 7 milioni di euro. La provocazione o suggerimento dell’escursionista Antonio Serravezza con i concittadini della pagina social ” Sei di Matera se…” ha il merito di riprendere vecchie questioni sulla gestione e sulla ”rendita” degli antichi rioni di tufo. E la materia è davvero ostica con un Ufficio Sassi, quello nato con la legge speciale 771/86, smantellato o ridimensionato se preferite, con risorse inadeguate e con la necessità e lo ricordiamo a tanti che quel patrimonio immobiliare, dato in subconcessione dallo Stato al Comune di Matera, deve fare i conti con le scadenze (ormai prossime nel 2022 ) di aree acquisite da privati per residenze e funzioni produttive e con rendite e canoni (come annunciato nella passata consiliature ) da rivedere, come per in gran parte della città. Altro che concessioni a 1 euro. Ma non è ipotesi da scartare, se serve alla manutenzione dei luoghi. Il ”toro”, la materia, va presa per le corna tenendo in considerazione degli investimenti fatti dai privati e da quanto fatto o non fatto dal ”Pubblico”. E qui occorrerà lavorare sodo con strutture, linee e indirizzi precisi. Una soluzione che serva a non scivolare nella filiera degli inevitabili e dispendiosi contenziosi. La cessione o vendita degli immobili ( al lavoro giuristi e figure similari) risolverebbe ogni cosa, con la stima dei valori di lamioni, foggiali, cantine e di altre situazioni. Va evitato altro degrado, ricordando che i rioni Sassi sono un bene tutelato dall”Unesco, al pari dell’altipiano murgico ‘alterato’ e non poco da interventi di valorizzazione inopportuni e sui quali si è andati avanti, comunque. Argomento spinoso quello della gestione del patrimonio immobiliare dei rioni Sassi che mette insieme finanza, beni culturali, servizi e sistema produttivo. Auguri e al lavoro. Un euro per ogni grotta? O al metro quadrato? Se ne può parlare.Ma per tempo.

C’era una volta Matera…
C’è una parte importante dei Sassi e precisamente la parte più a sud del Caveoso che è letteralmente abbandonata e che sarà difficilmente presa in considerazione per un restauro conservativo. E’ una costola della storia di Matera che non può essere abbandonata a lungo, la natura se ne sta impossessando giorno dopo giorno.

In Italia sono molti ormai i paesi abbandonati che per farli rivivere hanno messo in vendita a 1 euro le case abbandonate. La profondità storica straordinaria che ancora oggi si respira girando tra i Sassi si blocca all’improvviso perché c’è una zona off limits. Oggi, come tantissimi comuni italiani grandi e piccoli, anche Matera dovrebbe abbracciare l’iniziativa di vendere alcune case grotta del Sasso Caveoso al simbolico prezzo di 1 euro. I locali antichi e abbandonati sono abbandonati e troppo vecchi, ma sono incastonati nella roccia sul pendio della Gravina e potenzialmente bellissimi. In questo modo Matera si rafforzerebbe con un nuovo turismo, con l’arrivo di nuovi abitanti che abiterebbero la zona in questione. Si creerebbe un circolo di commercio che aiuterebbe l’economia della città in qualsiasi periodo dell’anno senza farla flettere durante le stagioni morte.
Secondo me ne varrebbe la pena, Matera ormai è conosciuta e questa iniziativa delle case a 1 euro, farebbe parlare maggiormente tutto il mondo.

