Se la prendono con il buon virologo Andrea Crisanti che non si è unito, precisando perchè occorre essere cauti, al coro governativo e della lobby della filiera farmaceutica dei vaccini (una decina) che assicureranno a suon di milioni di euro e di dollari la vaccinazione del popolo gregge da metà 2021 (siamo realisti, prima le priorità) per il covid 19 e per le varianti degli anni a venire. Ne più nè meno come il vaccino influenzale. Piuttosto, come evidenzia nelle riflessioni notturne del sabato sera l’astronomo Franco Vespe con la passione delle statistiche e dei grafici, l’essersi affidati ai 21 parametri che proprio affidabili non sono ha portato agli errori e agli orrori di programmazione che sappiamo. A questo aggiungiamo le contraddizioni della riforma da riformare al Titolo V della Costituzione con tutto quello che è venuto fuori dal rapporto tra decisioni e indecisioni tra Governo centrale e presidenti delle Regioni e la frittata è fatta. Anzi Franco Vespe indica il frullatore della smemoratezza e passa in rassegna lo Stivale con le variazioni di giallo, arancione e rosso con la Basilicata in bilico, non è una sorpresa, su una situazione ampiamente sfuggita di mano. Da lunedì a Matera, nel parcheggio dell’ospedale, il drive in per i tamponi con i medici e gli infermieri della Marina Militare, in attesa dell’ospedale tenda donato alla Regione Basilicata dalla Repubblica del Qatar. Con quali organici non sappiamo. Forse verranno dall’ultimo avviso della Asm scaduto avant’ieri per 100 unità da assumere con contratto coordinativo e collaborativo (cococo), una forma di precariato poco allettante denunciata più volte dai sindacati? Roba da parametri 21 bis…Avanti fino al 6 gennaio 2020 quando arriveranno i Magi con lo scontato dono della Befana. Carbone? Voi che dite…

LE VALUTAZIONI DI VESPE
Niente campane, per una volta. Siamo andati invece a vedere il rapporto fra contagi e casi testati. Abbiamo davvero delle sorprese nel vedere questi dati. Sorprese che in verità amplificano i nostri dubbi sui numeri che ci vengono forniti dalla task force nazionale e pongono seri dubbi sulle scelte fatte dal governo. Sarebbe bello poter costruire anche noi un algoritmo sui 21 fattori che utilizzano per poter poi orientare le decisioni politiche. Nelle tre figure che vi allego le regioni sono divise in tre gruppi: Nella I abbiamo messo tutte quelle regioni che hanno un indice di contagio superiore alla media nazionale che è rappresentata dalla curva in nero e spessa. L’unica sorpresa che abbiamo rispetto alla I ondata è il comportamento della Campania. Unica regione del sud che fa parte di questo club esclusivo. Purtroppo si sta dimostrando all’altezza delle altre anche se, negli ultimi tempi ha rallentato la sua corsa. Si vedono chiaramente gli effetti della zona rossa dando ancora una volta ragione al pirotecnico De Luca che aveva chiesto un lockdown più tempestivo. La curva del Piemonte e della Lombardia invece vanno a braccetto, superati solo dalla verde Liguria e l’azzurra Valle d’Aosta. Trento è invece nella media nazionale. Se dovessimo scegliere secondo questo solo parametro, queste regioni dovrebbero essere dichiarate zona rossa. Sfugge invece a questa parametrizzazione la Liguria e Trento, anche se quest’ultima e molto vicina alla media nazionale. Sono, se non sbaglio zona arancione. Nel secondo gruppo ci sono le regioni del centro nord i cui indici sono sotto la media nazionale. Marche ed Emilia Romagna sono stati per lungo tempo al di sopra della media nazionale
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