A questo potere non va proprio a genio che i giornalisti siano liberi di parlare e di fare il proprio mestiere. Soprattutto quelli che si occupano delle faccende del governo ad e esempio. E se possono provano in tutti i modi di contrastarli ed intimorirli. Sono oramai un classico gli attacchi, i richiami, le denunce a Sigfrido Ranucci per le inchieste che vengono effettuate per il programma Report di RAI Tre. Uno dei programmi più seguiti perchè tra i più autorevoli e che -come dovrebbe essere la norma- non guarda in faccia a nessuno. L’ultima è di qualche ora fa. E’ lo stesso giornalista a parlarne con un post sul proprio profilo social. “Prendo atto -scrive Ranucci- di quanto riporta l’Ansa, che da ottima agenzia ha avuto la notizia prima che mi venisse comunicata personalmente la decisione dell’ azienda. Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il Ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell’ Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’ umanità.” Questo il testo dell’agenzia ANSA : “Rai, lettera di richiamo a Ranucci per le dichiarazioni su Nordio nell’ultima puntata di È sempre Cartabianca”
“La Rai ha inviato a Sigfrido Ranucci – a quanto apprende l’ANSA – una lettera di richiamo per le
dichiarazioni rese dal giornalista nell’ultima puntata di È sempre Cartabianca, su Rete4, sul ministro della Giustizia Carlo
Nordio.
L’azienda contesta al conduttore di Report di aver diffuso una notizia non verificata come da lui stesso ammesso. Inoltre
Ranucci, secondo la Rai, era autorizzato esclusivamente a presentare il suo libro e non a partecipare a discussioni di attualità in una trasmissione concorrente. Infine nella lettera si precisa che non verrà fornita alcuna tutela legale qualora il ministro dovesse adire le vie legali.” (ANSA). 2026-04-30 13:16

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