La Fondazione Don Gnocchi accoglie con soddisfazione e orgoglio la nomina del proprio direttore scientifico, professoressa Maria Chiara Carrozza, alla presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), firmata oggi dal ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa.

Ordinario di Bioingegneria Industriale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, già rettore dello stesso ateneo ed ex ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo Letta, la professoressa Carrozza è direttrice scientifica della “Don Gnocchi” dal gennaio del 2018, dove opera per consolidare e far crescere l’attività di ricerca scientifica della Fondazione, riconosciuta Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS).

Originaria di Pisa, 56 anni e laurea in fisica con una tesi sulle particelle elementari, ha svolto un’intensa attività scientifica da sempre mirata all’aumento dell’autonomia e al miglioramento della qualità della vita: bioingegneria della riabilitazione, mani artificiali, protesi cibernetiche, sistemi per il recupero e il ripristino delle capacità sensoriali e motorie, pelle artificiale sensorizzata…

«A titolo personale e dell’intero Consiglio di Amministrazione esprimo le più vive congratulazioni alla professoressa Carrozza per questo importante incarico – sono parole del presidente della Fondazione, don Vincenzo Barbante -. Sono certo che assumendo questa nuova responsabilità avrà modo di mettere a servizio del nostro Paese quella ricchezza umana e professionale che abbiamo avuto modo di apprezzare in questi anni di collaborazione in Fondazione don Gnocchi a servizio delle persone fragili. Conosciamo in parte le sfide che l’attendono: il nostro Beato don Carlo parlava di “inesausto travaglio della scienza”. A Lei l’augurio di poter sempre coniugare competenza e compassione a servizio del bene».

«Voglio ringraziare di cuore la professoressa Carrozza per lo straordinario lavoro svolto al servizio della Fondazione Don Gnocchi – aggiunge il direttore generale Francesco Converti – e per come ha saputo far crescere la nostra attività di ricerca attualizzandone concretamente la missione: percorrere tutte le strade possibili per recuperare e servire la vita, con il prezioso contributo della scienza e dell’innovazione tecnologica. Un impegno nella direzione della traslazionalità, che si è tradotto nel miglioramento di molte pratiche cliniche e nel trasferimento dei risultati delle ricerche dai laboratori al letto del paziente e alle palestre di riabilitazione. Uno sforzo che ha dato e continuerà a dare frutto in “Don Gnocchi” non solo nelle sedi riconosciute IRCCS, ma anche in tutti gli altri Centri.  Alla professoressa Carrozza vanno anche i miei migliori auguri, perché possa continuare a contribuire attraverso la ricerca al miglioramento e alla crescita dell’intero Paese».