E così Matera è medaglia d’oro ai valori della Resistenza. Il riconoscimento arriva con un ritardo impossibile di 73 anni. Qualche città, a questo punto, potrebbe ambire ad una medaglia d’oro ai valori del Risorgimento.
Siamo nel paradossale, anche quando sono in gioco valori di grande rilievo, quali sono quelli della Resistenza.
L’annuncio viene puntualmente accompagnato dalla notizia che la pratica fu rivista e fatta propria dal sindaco Salvatore Adduce (PD), che ne dette incarico all’on. Bubbico (PD), sottosegretario agli Interni, il quale ne fece edotto il ministro Alfano (ma di quale partito?).
Personalmente, avendo scritto molto sul 21 settembre a Matera, ma sine ira et studio, non esulto più di tanto, ben sapendo che la Resistenza, prima che essere celebrata, va vissuta.
Oggi la città di Matera e la sua classe politica hanno doveri verso la nazione, verso la regione e soprattutto verso la comunità, molto più impegnativi. Non saranno consentite pratiche clientelari, sotterfugi, astuzie, trasformismi, pasticci che inquinano la vita politica e spingono alla sfiducia e al pessimismo, o alla rassegnazione.
Devo anche dire con franchezza che, nella lotta al fascismo e al nazismo, non vedo inferiore la sollevazione di Rionero, dettata dalla fame. Ancor di più mi affascina la Repubblica di Maschito, che, dopo la caduta del fascismo e dopo l’armistizio, durata appena dal 15 settembre 1943 al 10 ottobre 1943, si dette un primo sindaco contadino e analfabeta.
Fu un sindaco che non sapeva firmare gli atti, ma che, col buon senso di Bertoldo, abolì tutte le disposizioni in vigore dei fascisti italiani, non meno responsabili dei nazisti tedeschi. Applicò anche un più equo regime fiscale, distribuì equamente i viveri ad una popolazione affamata, dichiarò decaduta la monarchia, proclamò la prima repubblica popolare, nata dalla Resistenza o, comunque, dalla caduta del fascismo.
E mi prende anche altro pensiero. La guerra, negli stessi giorni e ore, fece a Potenza 187 vittime, di cui 150 civili (a Matera 22, a Rionero 17). Morirono sotto le bombe alleate, cioè americane.
Sono caduti, non sono martiri, perché le bombe erano americane.
E se fossero state tedesche?
