domenica, 14 Aprile , 2024
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La giornata della memoria per il GR 1

Non son riuscito a vedere il TG1 delle 13.30.
Me ne dolgo.
Mi accontento del GR1 delle 13 di oggi, ma sono convinto che il TG 1 abbia avuto lo stesso “tenore”.

Giornata della memoria.
Il servizio di apertura del GR1 è su i campi di sterminio nazisti nei quali l’Armata Rossa il 27 gennaio 1945 entrò trovandovi ancora 7000 esseri umani non ancora passati per le camere a gas e per i forni crematori e i resti di milioni di esseri umani assassinati nelle maniere più orrende, passati per il forno e derubati i cadaveri finanche degli occhiali e dei denti d’oro.
Milioni di persone vi erano state orrendamente massacrate, in modo sistematico, calcolato, scientificamente organizzato, come una catena di montaggio, come per i suini di allevamento, come per i polli da scannatoio.
Milioni di persone, deportate nei campi per esservi sterminate, erano state razziate dalle loro case in quanto di religione ebraica, o perché comunisti, o perché zingari, o perché disabili, o testimoni di Geova, in un incubo chiamato “selezione della razza”.
Il Vaticano, all’epoca, nulla ebbe da ridire su questa indicibile ferocia, impegnato com’era a benedire le armate nazifasciste e a definire Mussolini “l’uomo mandato dalla Provvidenza”. Nulla disse il Vaticano quando nel 1938 il fascismo italiano varò le leggi di discriminazione della razza e con i nazisti avviò la deportazione  degli ebrei, comunisti, disabili, dissidenti italiani verso lo sterminio nei lager. Interi quartieri di Roma venivano rastrellati da cattolicissimi italiani in orbace che consegnavano alle camionette naziste i propri vicini di casa e ne saccheggiavano gli averi. Nessuna opposizione, nessun veto, nessuna condanna dal Soglio Pontificio: nulla. Silenzio. Nulla disse e ancor oggi, salvo tiepidi fervorini di maniera, nulla dice.

Dopo il 1945 i criminali di guerra nazisti, ricercati dagli Alleati, cercavano scampo in ogni dove per sottrarsi ai processi e alla giustizia che voleva processare e punire quegli orrendi crimini.
Molti di questi criminali nazisti trovarono rifugio, ospitalità, nascondiglio in Vaticano e molti di loro, con documenti falsi forniti dalla Chiesa riuscirono a raggiungere dorati rifugi in America latina e in altre parti del mondo.
Pio XII, anzi, tentò di imporre a De Gasperi l’ingresso al governo italiano degli ex fascisti e scomunicò i comunisti che avevano contribuito a sconfiggere il nazifascismo. Tanto per capire da che parte stava il Papa e la sua Chiesa.
Questa la Storia.
Ebbene il GR1 di oggi alle 13, menziona in modo generico le vittime dei campi di sterminio e cita SOLAMENTE Padre Kolbe, un prete cattolico che essendosi opposto al nazismo fu assassinato dalla Germania nazista. Nessun altro nome: solo Kolbe e subito a seguire il lungo servizio sulle parole di Bergoglio sull’argomento, il quale ha recitato le solite ovvie chiacchiere di esecrazione a parole e di sfacciata omissione della realtà.
Questo il servizio pubblico Radio (e televisivo) totalmente asservito al Vaticano e portatore di faziosità e paludamento delle verità storiche.
Citare il solo Kolbe e dar subito la parola al Papa determina nell’ascoltatore giovane o disinformato convincimenti errati circa il ruolo della Chiesa nei fatti di quegli anni. Molto speciosamente errati.
Su questo sito che narra la orrenda vicenda di Kolbe si arriva a definire i Nazisti “anticristiani”, con la sfacciataggine che li contraddistingue da sempre. Le SS e i nazisti, in realtà, erano cristianissimi e in nome della presunta superiorità della loro fede e della loro razza avviarono il genocidio degli aderenti alla fede ebraica e ad altre ideologie. Fregiandosi del motto “got mit uns” (dio è con noi) perpetrarono il più orrendo crimine che la umanità ricordi ai danni di civili innocenti, colpevoli solo di esser portatori di fedi e pensieri diversi.
Il comportamento del GR 1 fa pensare subito alla “disinformazia” di regimi passati, alla velina di regime, alla malafede al posto dell’informazione.
Possibile che dobbiamo continuare a tollerare questo ignobile uso del servizio pubblici, teso a fornire versioni accomodate e sbagliate della Storia e della attualità?

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