No, non è uno scherzo di Carnevale ma la conferma di un segnale di crisi acuita dalla seconda stagione da confinamento domiciliare (usiamo i termini in italiano, che rendono con efficacia quello che sta accadendo) procurato dall’epidemia da corona virus. E così nella vetrina di un noto negozio per abiti da cerimonia, a Matera, nella centrale via Annunziatella campeggiano da alcuni giorni e in triste evidenza manifesti listati a lutto che annunciano la morte del ”wedding”, termine inglese che indica un settore che riguarda tutto quanto è legato alla cerimonia, alla festa di nozze. E quest’anno gli effetti del virus covid 19 sono stati devastanti tra gli operatori economici, come abbiamo avuto modo di constatare il 29 ottobre scorso durante la manifestazione in piazza Vittorio Veneto ” perchè noi no ?” contro le disposizione dell’ultimo Dpcm, che consentiva l’apertura di alcune attività e la chiusura di altre. Pochissime le cerimonie nel 2020, in sicurezza, a numero limitato, ma si preferisce rinviare le cerimonie ad altra data. Nel frattempo non si riesce ad andare avanti ed è crisi per gli operatori, per i lavoratori, per le famiglie e per un tutto indotto che, di fatto, è bloccato. I ristori del Governo? Una pezza, ma presente e futuro hanno per ora un solo colore…come quello dei manifesti. E il testo, con tanto di Croce, non lascia dubbi quale sia l’umore degli operatori.
Dopo una lenta agonia è tristemente mancato il “MONDO DEL WEDDING”
Ne danno il triste annuncio gli atelier di abiti per gli sposi e per le cerimonie, i fotografi, i negozi di bomboniere, i fiorai, i wedding planner, i ristoranti, i catering, i musicisti e tutti coloro che ruotano in esso”
Un plauso a chi si è serenamente dimenticato di questo settore.