Le api non sono soltanto simbolo di biodiversità o produttrici di miele: rappresentano un presidio fondamentale per l’economia agricola, per la tutela dell’ambiente e persino per la salute umana. In occasione della Giornata mondiale delle Api, istituita dall’Onu, la Coldiretti Basilicata rilancia l’allarme sulla necessità di proteggere un settore sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici e alla concorrenza del miele straniero a basso costo.
Secondo i dati Ispra e Bdn richiamati dall’organizzazione agricola lucana, il lavoro di impollinazione svolto quotidianamente dalle api è essenziale per tre colture alimentari su quattro. Mele, pere, fragole, ciliegie, cocomeri e meloni dipendono infatti in larga parte dall’attività di questi insetti, capaci di visitare fino a 7mila fiori al giorno. Per produrre un solo chilogrammo di miele, inoltre, servono circa quattro milioni di esplorazioni floreali.
“La situazione delle api rappresenta un indicatore prezioso dello stato di salute dell’ambiente”, sottolinea Coldiretti Basilicata, spiegando come eventuali criticità climatiche o ambientali possano essere intercettate proprio osservando la vita degli alveari.
In Italia la produzione di miele raggiunge oggi i 31 milioni di chili, mentre in Basilicata il consumo si attesta intorno a mezzo chilo pro capite all’anno, leggermente sotto la media europea di 600 grammi. Il nostro Paese resta però leader nella biodiversità, con oltre 60 varietà di miele che raccontano territori, fioriture e tradizioni differenti.
Negli ultimi anni, inoltre, la ricerca scientifica ha acceso i riflettori anche sulle proprietà salutistiche dei prodotti dell’alveare. Miele, propoli, polline e pappa reale contengono infatti composti bioattivi dalle proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche. Studi recenti evidenziano benefici anche nell’ambito dell’oncologia di supporto: questi prodotti possono contribuire a ridurre lo stress ossidativo, favorire la guarigione dei tessuti e alleviare sintomi particolarmente dolorosi, come la mucosite orale nei pazienti affetti da tumori del distretto testa-collo.
Ma il comparto apistico italiano deve fare i conti con difficoltà sempre più pesanti. Nel 2025 sono arrivati nel nostro Paese oltre 26 milioni di chili di miele straniero, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Più di un quarto proviene da Paesi extra Ue, spesso con prodotti venduti a prezzi molto bassi che finiscono per penalizzare il miele italiano e comprimere i margini dei produttori nazionali.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono gli effetti dei cambiamenti climatici: tra siccità, eventi estremi e maltempo, la produzione di miele ha subito in molte regioni un vero e proprio crollo verticale. Per questo Coldiretti ribadisce l’importanza dell’etichetta di origine obbligatoria, misura fortemente sostenuta dall’organizzazione e rafforzata dalla Direttiva Breakfast dell’Unione Europea, considerata uno strumento essenziale per garantire trasparenza ai consumatori e tutela agli apicoltori italiani.

Giornalista freelance . Tra le collaborazioni, Il Quotidiano della Basilicata, Avvenire, Il Fenotipo (periodico dell’Avis Basilicata), Fermenti (periodico Diocesi di Tricarico), Infooggi.