E’ un inno alla propria città, magica e con il tempo che sembra essersi fermato per testimoniare ancora e ancora, la sua spettacolare unicità, la canzone che il giovane cantautore materano Alessandro Di Leo ha pubblicato da qualche giorno e di cui ha dato conto Franco Martina in un’altro articolo (https://giornalemio.it/eventi/la-musica-del-tempo-risuona-per-matera-nel-cuore-di-alessandro-di-leo/) dal titolo “La musica del tempo risuona per Matera nel cuore di Alessandro Di Leo” di un paio di giorni fa.

Era stata annunciata, nell’occasione, anche la imminente uscita di un video che in effetti è ora disponibile in rete su youtube da ieri e che vi proponiamo più sotto.

Ovviamente, la “reinterpretazione” di un brano da parte di chi si occupa di fotografia e montaggio è sempre una scommessa in quanto la visione artistica è sempre (fortunatamente) soggettiva e per questo unica ed irripetibile e che si va ad aggiungere e ad implementare l’opera principale da veicolare.

Può essere da semplice supporto oppure un vero e proprio valore aggiunto che riesce a dare visione di ulteriori sfaccettature al brano. Quindi, semplicemente ampliarlo oppure (e meglio) giungere ad implementarlo.

Penso che sia ascrivibile sicuramente a questa seconda condizione il video girato e montato da Mara Venezia che indubbiamente aggiunge ulteriore poesia alla bella canzone di Alessandro Di Leo.

Oltre alla regia di Mara Venezia c’è da segnalare la partecipazione nel video di Maria Paradiso che ne ha curato anche supervisione e aiuto-regia.

“Ci sono cose per cui vale la pena vivere: l’amicizia e la condivisione di questo progetto artistico sono tra quelle” – scrive in proposito Mara Venezia nel ringraziare Di Leo di essersi fidata e per avergli “permesso di raccontare la tua Musica attraverso la Luce, per esserti fidato completamente, dandomi la possibilità di “vedere” e interpretare le tue parole attraverso il mio sguardo. Questa canzone mi è arrivata da subito, verso per verso, come una sequenza di immagini. Ogni strofa poteva e doveva essere “vista”.”

Non capita spesso di raccontare cose così empatiche e positive che accadono tra giovanissimi che iniziano a tracciare le proprie strade artistiche attraverso linguaggi pur diversi (la musica e le immagini) ma che si intersecano e producono opere che emozionano.

Una empatia artistica che sembra voglia produrre ancora qualche altra bella sorpresa, come ad esempio “una mostra fotografica” perchè, come scrive ancora Mara Venezia, è bello vedere che si crede “fermamente che ci sia ancora speranza, ci sia ancora bellezza, ci sia ancora modo di emozionarsi. Basta saper guardare. E l’arte ci insegna proprio a guardare di più, soprattutto nei momenti in cui vorremmo chiudere gli occhi. Ci insegna quanto sia bello sentire, quanto sia difficile, a volte, sentire troppo e ,allo stesso tempo, quanto ne valga la pena.

Ma per ora godetevi il video: