Covid19 è ancora fra noi, si è aquattato, dissimulato, ma è ancora in grado di farci male. Ce lo dicono e ripetono le autorità competenti, a fronte di un atteggiamento diffuso di abbassamento della guardia, come se tutto fosse passato.
Infatti, nel mentre in Basilicata continua la sequenza di zero positivi (almeno in relazione ai test esaminati fino a sabato scorso – oggi non vi è stato alcun comunicato della task force regionale), nella vicina Calabria sono stati registrati dei casi di “importazione“, ovvero di persone rientrate da fuori regione e tutte concentrate nella medesima zona, che hanno costretto la Presidente Jole Santelli ad emettere una ordinanza con cui ha istituito una “zona rossa”.
Il provvedimento riguarda tre quartieri (Pietrenere-Tonnara-Scinà, adiacenti tra di loro) del comune di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, dove -per l’appunto- otto persone sono risultate positive al tampone covid19. Il tutto sembra causato da due positivi che sono tornati in Calabria da altre regioni, e che avrebbero infettato le altre persone testate nell’occasione.
Dalla mezzanotte di oggi e fino alle 14,00 del 26 giugno, l’ordinanza stabilisce che: “nel territorio del Comune di Palmi (Reggio Calabria) e precisamente nei quartieri dell’area costiera Pietrenere-Tonnara-Scinà, è disposto il divieto di allontanamento da parte di tutte le persone residenti, e il divieto di accesso”. In tali zone, sono state sospese le attività commerciali non essenziali e ci si potrà muovere solo per motivi di necessità.
Ottimistico il commento del Sindaco di Palmi che, su facebook, oltre a rinnovare ai propri concittadini “l’appello ad un comportamento sempre rispettoso delle regole, per il bene della collettività e della nostra città”, ritiene che dovrebbero bastare questi “Quattro giorni, per tutelare sia la salute sia la stagione estiva, oltre che per essere certi di ripartire in totale sicurezza” . E’ l’augurio di tutti, ovviamente.
Anche perchè nel resto del mondo il coronavirus è vivo e vegeto e continua a far danni enormi, purtroppo, come ci racconta la cronaca, mentre in Italia sembra che la situazione stia (salvo brutte sorprese) volgendo verso una attenuazione generalizzata, anche se non sappiamo il perchè.
Non sappiamo, infatti, se sia dovuto ad una reale perdita della carica virale del covid19, mentre sappiamo con sicurezza che non hanno perso la loro carica mediatica gli uomini di scienza (virologi, immunologi, pneumologi….) che continuano a tempestarci da TV e giornali con messaggi del tutto contraddittori, dimostrando che navigano a vista anche loro. E la cosa non è davvero rassicurante.
E così siamo passati dalla posizione tranchant di Zangrillo (Clinicamente lo abbiamo sconfitto), a quella movimentista di Remuzzi (C’è ancora ma è l’ombra di se stesso). Rassicurazioni che hanno incentivato, diciamolo, il rilassamento generalizzato a cui si assiste un po ovunque in queste settimane con le mascherine indossate (quando va bene) come inutile orpello.
Ma poi c’è stato Guerra che ha definito “Sciagurati” quei tifosi napoletani che hanno esultato senza il covid per la testa, la vittoria in coppa italia, nel mentre qualche giorno prima vi è stata la previsione di un possibile remake del contagio in autunno da parte di Crisanti che ci ha detto “Se la pandemia prosegue, in autunno rischiamo”.
Con quest’ultimo che sembra per davvero parafrasare il frate che in “Non ci resta che piangere” ripete a Troisi con fare cupo: “Ricordati che devi morire, ricordati che devi morire, ricordati che devi morire….” , con lo stesso Massimo nazionale che risponde con il famoso “Mo’ me lo segno“.
Certo, a parte le battute, come ci insegna la vicenda calabrese, è evidente che è meglio essere prudenti per evitare ricadute che sarebbero rovinose e non solo sotto il profilo sanitario.
Comunque, per la cronaca, anche questo caso dimostra come le zone rosse le istituiscano i presidenti delle regioni e non il governo, come sostiene Fontana & C. in Lombardia.

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