Anche in questo ultimo report esteso dell’Istituto superiore di sanità sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia (https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_12-gennaio-2022.pdf),  che integra il monitoraggio settimanale, viene certificato che vaccinarsi serve a tutelare la propria salute, nel momento in cui emerge che i non vaccinati in terapia intensiva sono 38 volte più dei vaccinati con terza dose, così come il tasso dei decessi per le persone non vaccinate è pari a 42.4 ogni 100mila, mentre quello dei vaccinati con ciclo completo e dose booster è di 1.4.

Nel documento si legge, infatti,  che il tasso di ricoverati per covid in terapia intensiva è pari a 26,7 ogni 100mila per i non vaccinati e a 0,7 ogni 100mila per i vaccinati con ciclo completo più dose aggiuntiva (booster), vale a dire quindi 38 volte superiore.

A risaltare è anche il dato sui morti: il tasso dei decessi per le persone non vaccinate è pari a 42.4 ogni 100mila, mentre quello dei vaccinati con ciclo completo e dose booster è di 1.4. L’indice di rischio rispetto ai due valori di riferimento è 30.3. Nei soggetti vaccinati con terza dose, l’efficacia nel prevenire la diagnosi e i casi di malattia severa è pari rispettivamente al 68,8% e al 98%.

 Solo considerando la fascia degli over 80, per quanto riguarda le ospedalizzazioni, nel periodo compreso tra il 26 novembre e il 26 dicembre 2021, “per i non vaccinati (829,4,7 ricoveri per 100.000) si evidenzia come il tasso sia circa otto volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (98,5 ricoveri per 100.000) e circa trentasei volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (23,0 ricoveri per 100.000).

Il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei non vaccinati (40,5 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) è circa quattordici volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro 120 giorni (2,4 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) e circa quarantacinque volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (0,9 ricoveri in terapia intensiva per 100.000)“.

 Inoltre l’Iss sottolinea che “l’efficacia complessiva della vaccinazione completa entro i 90 giorni nel prevenire l’infezione a partire dal 1 novembre 2021 è pari al 70,7%, vale a dire che si osserva una riduzione del rischio per i vaccinati entro i 90 giorni, rispetto ai non vaccinati, pari a circa il 70%.

Tra i 90 e 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, si osserva una diminuzione dell’efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce di età. Si osserva infatti un’efficacia in tutta la popolazione con ciclo completo da 91 a 120 giorni pari al 57,4%, che scende al 34,0% oltre i 120 giorni.

L’efficacia, però, risale nei soggetti vaccinati con la dose aggiuntiva/booster a livelli simili rispetto a quelli osservati nei soggetti che hanno completato il ciclo entro 90 giorni (68,8%).

Nel caso di malattia severa, l’efficacia fra vaccinati con ciclo completo da oltre 90 giorni, tra i 91 e 120 e oltre i 120 giorni si mantiene elevata, rispettivamente pari rispettivamente a 95,4%, 92,9% e 88,9%.

Come nel caso delle diagnosi, l’efficacia risale nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster a un livello (97,8%) leggermente più alto di quella osservata nei vaccinati con ciclo completo entro 90 giorni“.