Se non ci saranno fatti nuovi da 1 aprile, c’è poco da ridere sugli scherzi legati al pesce…, bus del trasporto pubblico locale della Basilicata nelle rimesse, dipendenti a casa con lettere di licenziamento e dove possibile cassa integrazione e cittadini, pendolari soprattutto, che dovranno arrangiarsi o affidarsi al protettore degli automobilisti San Cristoforo. L’ennesimo grido di allarme lanciato dall’ Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori di Basilicata non lascia dubbi sulla brutta e preoccupante piega che sta prendendo il settore, se non ci saranno risorse adeguate e se non si metterà mano – ma guardando ai costi vivi del servizio- a una riorganizzazione del settore. Riforme? Certamente. Ma occorre mettere mano alla materia guardando a quei parametri, da rivedere, che consentano alle imprese sane di andare avanti e a quelle in croniche difficoltà di riprendersi. E a tutte di investire sul parco mezzi, sicurezza e formazione, senza dimenticare -nei limiti del possibile- le peculiarità dei percorsi e le esigenze dell’utenza lucana dove i problemi di movimentazione sono arcinoti. La priorità ora è quella delle risorse finanziarie. E’ il cane che si morde la coda lungo la filiera Stato Enti Locali e Aziende, riunite in consorzi, che devono farsi bastare quello che andava bene 10 anni fa… E se ci aggiungiamo i ritardi nella erogazione dei contributi (in tranche) siamo al zero e porto -1. Se pure.

CONFERENZA STAMPA ANAV BASILICATA

Crediti per oltre 40 milioni di euro: le imprese di trasporto passeggeri al collasso
Pronte le procedure di mobilità e licenziamento

I gravissimi ritardi nell’erogazione dei corrispettivi di servizio dovuti da parte della Regione e degli Enti affidanti, costituiscono la causa delle difficili condizioni economiche in cui versano le aziende private di trasporto in Basilicata.
L’arretrato complessivo – superiore ai 40 milioni di euro – pone gli operatori nell’impossibilità di onorare i contratti con i fornitori e di garantire il puntuale pagamento degli stipendi ai propri dipendenti. Tale situazione mette a rischio centinaia di posti di lavoro e potrebbe causare, in alcuni casi, l’apertura delle procedure di mobilità.

È questa la ragione principale del grave stato di crisi in cui versa il settore del trasporto pubblico regionale e locale, che non riesce a soddisfare il diritto alla mobilità dei cittadini lucani con servizi adeguati in termini qualitativi e quantitativi e con costi compatibili con il bilancio regionale.
L’ANAV Basilicata e il sistema di imprese rappresentato, quindi, rifiuta ogni pretestuoso addebito sullo stato di crisi del trasporto pubblico locale nella Regione. Al contempo, ribadisce piena disponibilità a contribuire a un processo di rilancio e industrializzazione del settore in un contesto di concorrenza regolata per il mercato nel pieno rispetto delle responsabilità e dei ruoli di tutti i diversi soggetti coinvolti.

La scarsa redditività dei servizi è attribuibile a politiche errate: sistema tariffario rigido, mantenuto fermo nel tempo e poco incentivante; inadeguatezza di investimenti in infrastrutture dedicate ai servizi; ritardi nell’utilizzazione dei fondi statali messi a diposizione per sostenere il rinnovo del parco rotabile. E l’erroneità di tali scelte, o meglio di tali mancate scelte, risulta ancora più evidente considerando che i servizi di TPL su gomma trasportano il 95% dei passeggeri che utilizzano i diversi sistemi di mobilità pubblica finanziati dalla Regione.
Le imprese confermano la ferma volontà di tener fede agli impegni assunti innanzi al Prefetto di Potenza con le rappresentanze sindacali dei lavoratori e con la Regione nella riunione del 29 novembre 2019, non appena la Regione dia seguito agli impegni dalla stessa presi nella medesima sede e imprescindibili per consentire il regolare svolgimento dei servizi: l’erogazione di 10 milioni di euro da parte della Regione per il ristoro di contributi arretrati per il rinnovo del CCNL per 2017-2018-2019 unitamente alla erogazione in tranches mensili delle trimestralità arretrate dei corrispettivi di servizio relativi al 2019, per un totale di 40 milioni di euro.

ANAV Basilicata, infine, evidenzia che condizione al superamento della crisi, è l’accettazione con regolarità da parte delle province delle fatture emesse con riferimento alle trimestralità 2020 e della certificazione del credito relativo al IV trimestre 2019 in attesa dell’espletamento delle procedure di gara.

La mancata accettazione delle fatture e della certificazione del credito ha causato infatti il blocco delle anticipazioni bancarie alle imprese che fino ad oggi ha consentito di tenere in piedi il sistema.

Il motivo, ancora una volta, non è attribuibile alle imprese, ma discende dai ritardi delle amministrazioni preposte nel finalizzare il processo di riprogrammazione dei servizi propedeutico all’avvio delle nuove procedure di gara per l’aggiudicazione dei servizi stessi, nonché dalla scelta sbagliata di prevedere per via legislativa l’ulteriore proroga in emergenza dei contratti in essere, scaduti ormai dal dicembre 2017.