Il gioco di parole nel titolo ci sta tutto nel sintetizzare come nelle indagini, per assicurare gli autori di una rapina alla Giustizia, i Carabinieri del Comando provinciale di Matera e la Procura presso il Tribunale non trascurano nulla. Mestiere, naturalmente, costanza e poi tutto quello che l’innovazione mette a disposizione: controlli traffico telefonico, impianti videosorveglianza, nolo veicoli tra Lecce e Brindisi, ed esibizionismo nel vantarsi con gli amici di come erano andate le cose, in quel furto ”spettacolare”, eseguito il 29 agosto 2018 alla gioielleria ”Follie d’Oro” del centro commerciale ” Venusio’, lungo la statale 99 per Altamura-Bari. E poi i social…con i modelli di vita ispirati alle gesta di Scarface, per esempio. E così è finito in carcere un giovane di 25 anni di Brindisi, con l’accusa di concorso in rapina aggravata continuata, ricettazione e porto abusivo di arma da fuoco. Naturalmente si cercano i complici, altri quattro, che parteciparono a quella rapina, quasi fosse un film, portando via oltre 1 chilogrammo di preziosi prima che i fumogeni consigliassero di andar via con un Van Ford preso a nolo e dopo aver incendiato una Fiat grande Punto, rubata a Lequile (Lecce). C’è una terza auto, una Toyota Yaris, di famiglia…utilizzata per un sopralluogo alcuni giorni prima della rapina. Una follia? E si sa che le indagini vivono, per concluderle, anche di queste insperate tessere del mosaico. Ne mancano quattro. Un po’ di pazienza…

LA NOTA DEI CARABINIERI DI MATERA

Nella trascorsa nottata, a Brindisi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Matera supportati da quelli del Comando Provinciale di Brindisi, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Matera, nei confronti del pregiudicato Silvio GUADALUPI, 25enne di Brindisi, ritenuto responsabile, in concorso con persone non ancora identificate, della rapina a mano armata compiuta lo scorso 29 agosto, ai danni della gioielleria “Follie d’Oro” del centro commerciale MONGOLFIERA di Matera.
Quel pomeriggio, tre persone, giunte a bordo di una FIAT Grande Punto condotta da un complice, fecero irruzione all’interno della citata gioielleria, impossessandosi di circa 300 pezzi di oro per un peso complessivo pari ad oltre un chilogrammo.
L’evento scosse l’opinione pubblica per le modalità con cui venne portata a termine l’azione: tutti i rapinatori, infatti, indossavano tute bianche, passamontagna e guanti, e mentre uno minacciava, con un’arma lunga automatica, verosimilmente un kalashnikov, la commessa ed alcuni clienti facendoli sdraiare a terra, gli altri forzavano i cassetti di esposizione riversando i preziosi in contenitori di plastica.
Durante la fuga, a poca distanza dal centro commerciale, diedero fuoco all’autovettura utilizzata, risultata rubata qualche settimana prima in provincia di Lecce.
I militari dell’Arma, attraverso la preliminare analisi del traffico veicolare e l’acquisizione del traffico telefonico, hanno comprovato la presenza in zona del 25enne, già gravato da pregiudizi di polizia specifici, sia il giorno della rapina che la domenica precedente, allorquando, molto probabilmente, si era portato a Matera per un sopralluogo del negozio.
I primi accertamenti, inoltre, hanno permesso di risalire ad un altro veicolo, un van FORD a 9 posti, condotto da un complice, utilizzato come mezzo di fuga una volta appiccato il fuoco alla FIAT Grande Punto.
Il van, risultato noleggiato proprio dal GUADALUPI, rappresentava, di fatto, un mezzo sicuro per i rapinatori, in quanto diverso da quello utilizzato per allontanarsi dal luogo della rapina e, comunque, non rientrante nella categoria dei veicoli in genere utilizzati per commettere tali reati.
Le successive intercettazioni telefoniche ed ambientali, disposte dalla Procura di Matera sul conto del GUADALUPI, hanno consentito di raccogliere numerosi indizi a carico del 25enne brindisino: il giovane, nel dialogare con amici, riferisce di circostanze della rapina che soltanto chi aveva partecipato all’assalto poteva conoscere, come il gas nebbiogeno azionatosi a seguito della forzatura dei cassetti e l’ubicazione della gioielleria all’interno del centro commerciale, oltre ad esaltare la propria capacità delinquenziale, in grado di fargli commettere ben più gravi reati.
Espletate le formalità di rito, il 25enne, che dovrà rispondere di concorso in rapina aggravata continuata, ricettazione e porto abusivo di armi da fuoco, è stato tradotto presso il carcere di Brindisi.