mercoledì, 28 Settembre , 2022
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Il decoro è come l’oro…Matera lo faccia splendere

Lì la pavimentazione sconnessa, una buca da sistemare, la fontanella che mostra i limiti del tempo o che non funziona (vecchio problema), la segnaletica da rifare ( oltre le priorità delle scuole) ,là i segni di Fido in giardini e percorsi a causa della maleducazione di pochi e dell’assenza di attività di prevenzione e repressione e altre forme di maleducazione che, purtroppo, sono un segno di degrado e di scarsa attenzione verso il decoro urbano, che dovrebbe essere il ‘’biglietto da visita’’ dell’offerta turistica della Città dei Sassi. Con la consueta puntualità Antonio Serravezza segnala due situazioni che non sono certo un esempio di decoro. Anzi. Sul che fare servono competenze, volontà e organizzazione e, naturalmente, dove occorre la politica del bastone e della carota. Se le cose continuano ad andare come segnala Serravezza significa che il nodo è proprio lì…
FONTANE E BEVERINI
Ci scordiamo spesso che Matera è patrimonio mondiale dell’Unesco per i suoi Sassi. Il vero motivo di questo titolo riconosciuto in tutto il mondo è per il sapiente modo di recuperare le acque. I nostri predecessori sono stati degli oculati ingegneri che si studiarono come non perdere un goccio delle acque sorgive e piovane. Matera in passato, anche senza un acquedotto, non ha ma patito la sete. Ai giorni nostri succede che, a prescindere delle perdite delle tubazioni dell’acquedotto, quei pochi punti pubblici per abbeverarci o non funzionano o funzionano male. In piazza Matteotti, nella zona dell’ex stazione FCL ora zona di arrivo e partenza dei pullman turistici l’unico fontanino funzionante versa in condizioni pietose. È un piccolo biglietto da visita, insieme ai servizi igienici che si presenta a chi arriva per visitare la capitale europea della cultura 2019. Spero tanto che l’amministrazione prenda un provvedimento straordinario per risistemare sia il fontanino che la sua base che, d’inverno diventa pericolosa con le temperature sotto lo zero.

E LA MALEDUCAZIONE DIFFUSA
La cosa che tollero meno al mondo è la maledizione. Perché se avere il cervello piccolo è una disgrazia, essere cafoni è una scelta. L’educazione è come l’eleganza. Se non c’è l’hai non puoi fingere di averla. La persona che ha pensato di lasciare la bottiglietta dell’acqua agganciata all’anello dove venivano legati i muli come li dovrei classificare? Maleducato cafone? L’artista ha voluto sorprenderci ancora di più con la sua ignoranza irrispettosa. Non mi dite che me la sto prendendo per un gesto così irrisorio perché potrebbe essere lo stesso elemento che ha voluto sfogare la sua arte poetica sui muri nei Sassi. La sua amata sarà felice del suo gesto. Spero che lo premierà con un calcio dove non batte il sole. Ormai è impossibile non accorgersene, la nuova maleducazione è globale, è nell’aria, straripa dai cellulari, trabocca dalle televisioni, domina la conversazione culturale e politica. Minaccia seriamente di sopraffarci.

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