“La violenza di genere è una battaglia collettiva che richiede un impegno deciso per disarmare il patriarcato. Non c’è più spazio per la commozione di fronte alle tragiche storie di violenza sulle donne: i numeri, i fatti e la realtà sociale parlano chiaro. La violenza di genere non è un fenomeno isolato, ma il risultato di una cultura patriarcale profondamente radicata che attraversa ogni ambito della nostra società, influenzando comportamenti, linguaggi e politiche. Lo abbiamo visto nella recente manifestazione nazionale organizzata da “Non una di meno” a Roma, dove oltre 150.000 persone hanno sfilato per denunciare, con forza e determinazione, l’immobilismo di chi ancora nega l’esistenza di un patriarcato strutturale e diffuso.” E’ quanto si legge in una nota diffusa da Annamaria Giancipoli -Referente nazionale del Coordinamento Donne FIALS e Referente Pari Opportunità FIALS Matera- che prosegue con i numeri di un’emergenza sociale:
“I dati ci consegnano l’immagine di una crisi profonda e sistematica:
• 106 donne uccise dall’inizio dell’anno, vittime di femminicidio (dati Osservatorio “Non una di meno”).
• Il 93,9% dei femminicidi è commesso da uomini italiani, sfatando le narrazioni che attribuiscono la violenza di genere a fenomeni migratori.
• Solo il 30% dei delitti è commesso da stranieri, come riportato dall’ultimo rapporto Eures. Questi numeri smentiscono ogni tentativo di minimizzare il problema o di relegarlo a mere questioni di sicurezza o immigrazione. Un simbolo di lotta: le chiavi di casa. Uno dei momenti più significativi della manifestazione è stato il tintinnio delle chiavi di casa sollevate dai manifestanti. Questo gesto simbolico ha ribadito una verità scomoda: gli assassini e i violenti troppo spesso hanno le chiavi di casa. Sono mariti, compagni, familiari, uomini che vivono accanto a noi, ma che sono il prodotto di una cultura che ancora fatica a riconoscere la gravità del problema. La Basilicata e il nostro impegno. Anche in Basilicata, la violenza sulle donne è una piaga che non possiamo ignorare. È urgente destinare maggiori risorse ai centri antiviolenza, avviare campagne di sensibilizzazione e chiedere un impegno deciso da parte delle istituzioni per affrontare il problema alla radice. Come FIALS, attraverso il Coordinamento Donne e la delegazione Pari
Opportunità, ribadiamo l’importanza di avviare una vera rivoluzione culturale che coinvolga ogni ambito della società: dalle scuole ai luoghi di lavoro, fino alle famiglie. Disarmare il patriarcato, insieme. Disarmare il patriarcato significa cambiare il linguaggio, le narrazioni e le scelte quotidiane. Non può essere una battaglia che le donne affrontano da sole: è una responsabilità collettiva. Ognuno di noi ha il dovere di contribuire alla costruzione di una società più giusta, libera e rispettosa, dove i diritti, l’uguaglianza e la dignità delle donne siano pienamente garantiti. La cultura del “NO” alla violenza: diffondila anche tu!”

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