Sul “cosa resterà di questo 2019” per la ex Capitale europea della cultura è in corso un dibattito con opinioni e prospettive diverse, spesso divergenti.
Sul tema ci è pervenuta una riflessione sul tema da parte  dell’ingegnere Antonio Di Giulio (originario di Pisticci, con studio a Matera, che vanta esperienze nel settore pubblico, privato, di sostegno a comunità, docenze per master post laurea, pubblicazioni tecniche etc. ) che pubblichiamo volentieri a seguire:


“Sui contenuti della Fondazione Basilicata-Matera 2019”

“Tra gli obiettivi della città per l’anno 2019 riportati nel dossier, probabilmente si è raggiunto solo quello di convincersi che lo “sviluppo passa attraverso la cultura”.

Ma questo obiettivo è divenuto un pensiero comune a livello nazionale per cui interessante sarebbe stato commentare altri obiettivi, come per esempio: in quanti si è convinti che Matera sia attrattiva per i giovani (2020 – previsione 70% della popolazione) e poi in quanti affermano che Matera è una città innovativa e creativa (2020 – previsione 70% della popolazione).

L’analisi pubblica dei risultati è importante per diversi fattori: il primo perché rispetterebbe il concetto della partecipazione e del coinvolgimento sempre richiamato nel Dossier, sia perché il futuro si costruisce con un miglioramento continuo verso gli obiettivi e che fin tanto non raggiunti non devono essere abbandonati se non attraverso il riesame della politica gestionale della Fondazione.

Altro obiettivo della città per l’anno 2019 era “predisporre infrastrutture e azioni nell’ambito dell’open design, dell’innovazione sociale a vocazione culturale, del digital storytelling per la valorizzazione del patrimonio, che tra il 2015 e il 2020 coinvolgano almeno 5.000 persone e che favoriscano la nascita di 25 nuovi soggetti economici”.

Anche per questo importante capitolo l’analisi dei risultati può contribuire a meglio orientare le azioni da porre in campo per l’anno in corso.

Aver indicato nelle previsioni per l’anno 2020, la “traccia” su cui si svolgerà il ruolo della Fondazione non può trovare condivisone né provocare stimoli per una proficua partecipazione.

Questo è stridente con la realtà e la sensibilità delle nostre latitudini, dove ormai si è certi che non si ha bisogno di organismi statici o per meglio dire “carrozzoni” pagati dai bilanci pubblici, ma di organismi sociali che siano espressione della Comunità e nel caso di Matera perseguano lo scopo previsto secondo gli obiettivi prefigurati nel Dossier, migliorati e accresciuti nei valori a suo tempo enunciati.

Matera ha meritatamente conquistata l’attenzione ed il plauso internazionale per i tanti eventi e per le tante espressioni culturali che hanno richiamato quanti sono venuti offrendo loro anche il diletto dell’accoglienza.

Ma a questo si deve aggiungere che Matera ha toccato un siffatto risultato perché ha rappresentato per il Mondo l’originalità della meta assurta a incipit innovativo per i cataloghi internazionali del turismo.

Nei prossimi anni non ci saranno i tanti eventi, il turismo continuerà ad annoverare Matera pur se non più meta “novità” per le campagne pubblicitarie.

Ecco, quindi le motivazioni da cui partire per consolidare il risultato raggiunto e poterlo migliorare attraverso azioni mirate a rispettare e perseguire gli obiettivi del Dossier dimostrando la coerenza, la volontà, l’umiltà e la forza nel realizzare finalmente un salto nel futuro o per meglio essere open future.”

Antonio Di Giulio