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Il bastone e la carota di Trump…e tutti zitti e ubbidienti per compiacerlo.

Quello andato in scena ad Ankara è uno degli spettacoli peggiori di sudditanza, psicologica oltre che sostanziale, fornita dai governanti dei paesi della NATO. A fronte di un Trump che ha prima bastonato e minacciato un po tutti  per intimorire ed ottenere ciò che voleva, non si è alzato uno/una in piedi, con la schiena dritta, per rispondergli a tono. Dignità zero. Che miseria. Poi, preso atto che avevano fatto i buoni, ed erano stati ubbidienti ai suoi dictat, alla fine ha distribuito qualche paternalistico puffetto e qualche complimento qui e là. Addirittura, quasi a perculare i suoi sottomessi interlocutori, Trump al termine del Consiglio Atlantico ha ripreso la parola e ha detto loro di essere rimasto “molto colpito dalle loro dichiarazioni” e di aver sentito “amore in questa stanza“.  Da buon “paparino” ha aggiunto “La Spagna e’ stata molto cattiva, ma l’Italia e’ stata buona, e quasi tutti i paesi sono stati buoni. Hanno solo avuto un brutto momento.” Però, ha aggiunto: “Ognuno di quei paesi ci ama, si ama a vicenda. E’ stata una riunificazione straordinaria“.  E perchè mai -infatti- avrebbe dovuto continuare a bastonarli dopo che, come ha detto soddisfatto:”Tutti i contratti stipulati andranno a beneficio dell’industria americana, con piu’ posti di lavoro. Perche’ noi siamo i migliori e i piu’ veloci nella produzione“? Ovviamente a noi italici  Giorgia Meloni racconta un’altra versione, ovvero -come ha detto nella conferenza stampa ad Ankara: “Se investiamo in difesa quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori, quindi più sicurezza ma anche più lavoro qualificato, più ricerca e non assegni all’estero“.  Credere o non credere e a chi…non è il vero problema. Il problema è che comunque lor signori hanno deciso di spendere i nostri soldi per ingrassare le industrie delle armi, di prepararci alla guerra, invece che per il nostro benessere. E senza nemmeno interpellarci. Comunque, l’obiettivo di far salire le spese militari al 5% del Pil nel 2035 costerebbe all’Italia 500 miliardi, secondo la stima dell’Osservatorio Milex. “Al vertice Nato di Ankara – spiega Milex – il governo italiano ha confermato l’intenzione di voler rispettare l’impegno a raggiungere il 5% del Pil nel 2035 per le spese in difesa e sicurezza, seguendo un percorso definito dalla premier Meloni come ‘sostenibile’ e che parte da un livello di spesa attuale del 2,8% del Pil, dato non riscontrabile nella tabella delle spese nazionali pubblicata dalla Nato alla vigilia del vertice e dalla quale l’Italia nel 2026 risulta ancora ferma al 2,1% del Pil”. Un percorso, ricorda, “che, stando alle dichiarazioni dello stesso ministro Crosetto, prevede un incremento di 19 miliardi nel prossimo biennio (6-7 miliardi aggiuntivi nel 2027 e 12-13 miliardi aggiuntivi nel 2028) che porterà l’Italia a spendere circa il 3,2% del Pil nel 2028 – un po’ meno rispetto al target di breve periodo del 3,4% riportato come indiscrezione giornalistica nei giorni scorsi”. “Se dal breve periodo si sposta la prospettiva sul lungo periodo fino al 2035 – prosegue Milex – l’impatto finanziario complessivo risulta comunque estremamente oneroso, anche più di quanto emergeva dalla stima Milex fatta un anno fa in vista del vertice Nato dell’Aja, ancora in assenza di qualsiasi indicazione sulla progressione di spesa iniziale dalla base di partenza del 2% del Pil. Confrontando i due scenari aggiornati di spesa cumulativa 2025-2035, di oltre mille miliardi (1.063) nel caso di progressione fino al 5% del Pil e di circa la metà (564 miliardi) se si restasse al 2% – con incrementi proporzionali all’aumento del Pil di anno in anno – risulta una differenza complessiva di spesa totale 498 miliardi, superiore rispetto ai 445 miliardi della prima stima di un anno fa”. Questi signori della guerra, insomma, stanno ipotecando il futuro nostro e dei nostri figli e nipoti. Ammesso e non concesso che un futuro lo si abbia, considerato che sparlano di una guerra preventiva nei confronti della grande potenza nucleare che abbiamo ad Est, definita come una “minaccia“. E quando mai ci avrebbe minacciato? E perchè ci dovrebbe minacciare? Il tutto sarebbe ridicolo se non fosse tragico. Il guaio è che i popoli d’Europa tardano a rendersi conto dove questi novelli Stranamore li stiano conducendo. Svegliarsi prima del baratro sarebbe molto urgente.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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