Grazie alla nota diffusa dall’ufficio stampa del Gruppo di Matera del Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, firmato dal responsabile, Giuseppe Innocenzo Liccese, abbiamo uno spunto per sottolineare che insieme ai tanti militi schierati per protocollo (carabinieri, poliziotti, finanzieri) durante il Capodanno Rai trasmesso da Matera Capitale delle Cultura, diversi gruppi di volontariato, vedi i mitici gilet gialli dei volontari della Polizia di Stato spesso dotati di fluorescente come cartoonesco indicatore di direzione, hanno garantito la loro presenza sul campo.
“13 mila è il numero di persone che hanno assistito – fanno sapere per esempio dal Cisom – al concerto di Capodanno Rai, trasmesso in mondovisione l’Annno che verrà, distribuendosi tra le tre piazze di Vittorio Veneto, ove era situato il palco, e San Francesco e Giovanni Pascoli, ove erano collocati i maxi-schermo che hanno consentito a tutti di guardare il concerto”.
Volontarie e volontari del Cisom, insomma, erano pronti a intervenire con mezzi e assistenza medica e sanitaria quando e se fosse servito.
“Hanno scelto di trascorrerlo così: – s’apprende ancora dalla nota – mettendo a disposizione il proprio tempo per la propria comunità materana in una serata di festa. Sono i volontari del Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta – Gruppo Matera, che supportati dai colleghi volontari del Gruppo Conversano e Gruppo Molfetta, hanno vigilato sull’incolumità dei presenti, dimostrando ancora una volta la loro costante presenza all’interno della comunità, anche e soprattutto la professionalità nella gestione di eventi di questa portata, in ossequio alla tradizione storica di assistenza al prossimo in difficoltà”.
Un piccolo gesto. Tanti piccoli gesti. Piccoli atti di solidarietà. Sfidando, ovviamente, soprattutto il freddo. Mentre sul palcoscenico hanno fatto una specie di testimonianza, o comparsata che si voglia dire, qualche rappresentante della musica lucana.
Mentre il nostro Antonio Infantino ha lasciato una traccia indelebile nella nostra storia musicale.
“Attraverso postazioni fisse con mezzi anche medicalizzati collocati in Piazza Pascoli e in Piazza San Francesco nonché attraverso squadre affiatate, il Cisom ha coperto tutta l’area interessata garantendo assistenza sanitaria ai presenti. Infatti, diversi e numerosi, difatti, sono stati gli interventi effettuati, in coordinamento con il 118 Basilicata, con trasporto al Pronto soccorso dell’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera”, chiosano dal Cisom per l’Ordine.
BREVE NOTA BIOGRAFICA
Nunzio Festa è nato a Matera, ha vissuto in Lucania, a Pomarico, poi in Lunigiana e Liguria, adesso vive in Romagna.
Giornalista, poeta, scrittore.
Collabora con LiguriaDay, L’Eco della Lunigiana, Città della Spezia, La Voce Apuana e d’altri spazi cartacei e telematici, tra i quali Books and other sorrows di Francesca Mazzucato, RadioA, RadioPoetanza e il Bollettino del Centro Lunigianese di Studi Danteschi; tra le altre cose, ha pubblicato articoli, poesie e racconti su diverse giornali, riviste e in varie antologie fra le quali: Focus-In, Liberazione, Mondo Basilicata, Civiltà Appennino, Liberalia, Il Quotidiano del Sud, Il Resto.
Per i Quaderni del Bardo ha pubblicato “Matera dei margini. Capitale Europea della Cultura 2019” e “Lucania senza santi. Poesia e narrativa dalla Basilicata”, oltre agli e-book su Scotellaro, Infantino e Mazzarone e sulle origini lucane di Lucio Antonio Vivaldi; più la raccolta poetica “Spariamo ai mandanti”, contenenti note di lettura d’Alessandra Peluso, Giovanna Giolla e Daìta Martinez e la raccolta poetica “Anatomia dello strazzo. D’inciampi e altri sospiri”, prefazione di Francesco Forlani, postfazione di Gisella Blanco e nota di Chiara Evangelista.
Ha dato alle stampe per Historica Edizioni “Matera. Vite scavate nella roccia” e “Matera Capitale. Vite scavate nella roccia”; come il saggio pubblicato prima per Malatempora e poi per Terra d’Ulivi “Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida critica.”. Più i romanzi brevi, per esempio, “Farina di sole” (Senzapatria) e “Frutta, verdura e anime bollite” (Besa), con prefazione di Marino Magliani e “Il crepuscolo degli idioti (Besa).
Per le edizioni Il Foglio letterario, i racconti “Sempre dipingo e mi dipingo” e l’antologia poetica “Biamonti. La felicità dei margini. Dalla Lunigiana più grande del mondo”.
Per Arduino Sacco Editore “L’amore ai tempi dell’alta velocità”.
Per LietoColle, “Dieci brevissime apparizioni (brevi prose poetiche)”.
Tra le altre cose, la poesia per Altrimedia Edizioni del libro “Quello che non vedo” (con note critiche di Franco Arminio, Plinio Perilli, Francesco Forlani, Ivan Fedeli, Giuseppe Panella e Massimo Consoli) e il saggio breve “Dalla terra di Pomarico alla Rivoluzione. Vita di Niccola Fiorentino”.
Per Edizioni Efesto, “Chiarimenti della gioia”, libro di poesie con illustrazioni di Pietro Gurrado, note critiche di Gisella Blanco e Davide Pugnana.
Per WritersEditor, la biografia romanzata “Le strade della lingua. Vita e mente di Nunzio Gregorio Corso”.
Per le Edizioni Ensemble, il libro di poesie “L’impianto stellare dei paesi solari”, con prefazione di Gisella Blanco, postfazione di Davide Pugnana e fotografie di Maria Montano.
Per Bertoni Editore, il libro di poesie “Semplificazioni dai transiti sotto la coda di Trieste”.
Per Tarka Edizioni, il saggio narrativo “Ai piedi del mondo. Lunigiana e Basilicata sulle corde degli Appennini”.
Per BookTribu, il romanzo breve “Io devo andare, io devo restare”.