“Ritengo che, oggi più che mai, ad orientare il nostro vivere debba essere il dialogo. Esso indica relazione, apertura, comprensione e racchiude in sé, in modo intrinseco, la crescita e il benessere per sé e per l’intera comunità. Attraverso la riflessione critica e il confronto siamo chiamati a cercare quel senso di un agire che determina poi un modello di vita e di società”.

Con queste parole la presidente dell’associazione “Conduco un dialogo”, Maria De Carlo continua il percorso dialogico e lo fa questa volta attraverso la pratica filosofica dei caffè filosofici online in collaborazione con Federico Virgilio, consulente filosofico romano. L’associazione, ad un anno di vita, a causa del covid19 ha dovuto riprogrammare l’attività puntando sull’online.

“Il dialogo intende aprire un dibattito, un confronto e non ha la pretesa di trovare verità assolute o esprimere giudizi perentori – puntualizza Maria De Carlo -, al contrario, ognuno può trovare spunti o tracce per approfondire la ricerca sulle questioni emerse”.

Il quinto caffè filosofico online si terrà giovedì 6 agosto alle ore 18 (piattaforma zoom – tutte le indicazioni sulla pagina FB Conduco un dialogo e/o sul sito www.conducoundialogo.simplesite.com)

Maria De Carlo e Federico Virgilio hanno iniziato un percorso di ricerca attraverso i caffè filos  con la domanda sulla felicità. Dal primo incontro è scaturito poi la proposta (da parte dei partecipanti) sulla Rivoluzione per approdare poi alla domanda (secondo lo stile proprio del dialogo che non chiude ma apre a nuove ricerche) su “Che cos’è la democrazia?”. La riflessione si è spostata sulla verità e per il prossimo appuntamento, giovedì 6 agosto p.v., i partecipanti dei caffèfilos voglio indagare sull’uomo e sulla sua natura.

Punto di riferimento per le attività dell’associazione è il maestro Socrate, che come afferma Umberto Galimberti: “Socrate diceva non so niente, proprio perché se non so niente problematizzo tutto. La filosofia nasce dalla problematizzazione dell’ovvio: non accettiamo quello che c’è, perché se lo facciamo, ce lo ricorda ancora Platone, diventeremo gregge, pecore. La filosofia nasce come istanza critica, non accettazione dell’ovvio, non rassegnazione a quello che oggi va di moda chiamare sano realismo”.

Questa iniziativa sta suscitando interesse e coinvolgimento. Se Socrate andava per le piazze ad interrogare i suoi interlocutori, Maria e Federico lo fanno online dando la possibilità ai cittadini digitali di poter partecipare accorciando le distanze. Torino, Zurigo, Pescara, Roma, Isernia, Pistoia, Potenza, alcune delle città di provenienza degli ospiti…

Qual è il valore della pratica dei caffè filosofici? Federico Virgilio, consulente filosofico, counselor esistenziale, esperto in filosofia e nelle pratiche filosofiche, che collabora con l’associazione Conduco un dialogo afferma: “Nel momento storico attuale, in cui la socialità è radicalmente condizionata dalle misure per affrontare l’emergenza sanitaria provocata dal virus covid-19, è opportuno ripensare nuove forme di socializzazione anche nel fare filosofia. In tal senso, l’attuale crisi può essere vissuta in qualche modo come stimolo per trovare vie inedite: il mondo virtuale si può concepire come mezzo per proporre idee e contenuti nuovi. Non dimentichiamo, ricordando Aristotele, che ‹‹l’uomo per natura è un essere socievole›› (Politica) e che, pertanto, non perde mai la sua capacità di interagire con i suoi simili, nemmeno nella dimensione virtuale del mondo web. In questa prospettiva, i Caffè filosofici si possono considerare un’interessante novità, perché, appartenendo alle pratiche filosofiche, cioè, secondo una definizione corrente, attività che implicano un tempo e uno spazio per confilosofare (filosofare insieme), spostano il tempo e lo spazio nel virtuale, rendendo ugualmente praticabile l’attività della filosofia. Seguendo le regole proposte da Marc Sautet, filosofo francese promotore del Caffè filosofico, i partecipanti possono rivivere il clima dialogico delle pratiche filosofiche a partire da un tema che viene scelto da loro stessi, ai quali non viene richiesto alcun titolo culturale per partecipare, ma soltanto la curiosità e un minimo d’impegno nell’esercitare il dialogo, attraverso il quale ognuno può esprimere liberamente i propri pensieri, le proprie posizioni; in tal modo realizziamo il fine stesso del Caffè filosofico, ovvero ‹‹Cominciare non vuol dire portare a termine. Vuol dire solo…cominciare›› (Marc Sautet, Socrate al Caffè).”.

L’interesse e l’adesione che stiamo riscontrando riguardo ai Caffè filosofici, ci spingono a continuare in questa bella avventura filosofica: cominciare, o meglio, ri-cominciare a pensare e riflettere la realtà che stiamo vivendo, può essere un buon modo per scommettere sul futuro scegliendo non la paura, ma la speranza, non la stoltezza, ma la saggezza.