Piaccia o no all’ingegner Enzo Acito dice le cose come stanno e alla fine la cruda verità, mista alla passione e alla razionalità sulle cose da fare in maniera razionale lungimirante lo allontanano dai ”quadri di comando” con un benservito da mettere in conto. Lui tira dritto e dopo ogni esperienza periodica, come Cincinnato, di dare una accelerata alla costipata e a volutamente rallentata, macchina della Pubblica Amministrazione, ritorna con la fermezza di sempre a riprendere il bandolo della matassa delle cose da fare. E lo fa in occasione del workshop su “Sviluppo, Innovazione & Ricerca | Crescita Digitale e Strategie per il Paese”, a cura dell’Officina Culturale NovAurora, indicando quattro strategie per rendere davvero competitivo, e con ricadute sull’economia locale, quello che si andrà a fare nei prossimi mesi nell’Hub tecnologico del Palazzo di piazza San Rocco e non solo per il ”5G”. E dà uno scossone davvero vigoroso sulla Zes 2.0, che riguarda le imprese cuturali e della quale abbiamo già sentito parlare dal Comitato Zes Lucana 2017 coordinato da Pierluigi Diso, e -sopratutto- come recuperare risorse utilizzando al meglio fondi europei e royalties del petrolio. Lo sgangherato establishment della politica terrtoriale impegnato da troppo tempo in campagna elettorale, senza progetti, ma con una cultura di difesa dello scranno regionale e di posizioni correntizie, è lontano da questi concetti. Ma Acito insiste e ricorda i dati di una Regione, la Basilicata, che perde colpi e che magari sabato prossimo gioirà (magra consolazione) sulla rivincità nel derby calcistico per un campanile che suona sempre a martello…Amen?

“Partiamo da quello che è stato già realizzato- dice Enzo Acito.Dall’Hub di San Rocco dal Comitato promotore che ad oggi è stato già costituito dal Cnr e in realtà quell’organismo ha già le proposte, ufficializzate da qualche mese come Università FedericoII di Napoli, Università di Bari, Politecnico Bari, Università di Lecce, Pavia, Istat, Svimez e George Brown UNiversity di Toronto. Questo primo passaggio del Comitato promotore con il Cnr spero che sia soltanto il primo passo allargato alle Università meridionali, che renderebbe più forte la strategia. Poi secondo passaggio. Ill bando ha avuto le 13 domande che insieme al CNR si insedieranno insieme alle startup da realizzare. Però tutto questo sconta ovviamente un’entità che è quello di non avere risorse proprio mi metto a disposizione per attrarre investitori perché in realtà l’attrattività della proposta di San Rocco passa attraverso due aspetti. Sono quelli del brand Matera 2019 e della fase di sperimentazione delle frequenze 5G che scade nel 2021. Più si avvicinano queste date minore e l’attrattività rispetto a imprese che ovviamente cercano i propri interessi per insediarsi” Dove trovare le risorse? ” La strategia – continua Acito- può passare attraverso una rimodulazione dei fondi Fondi PO-Fesr 14-20 sulla ricerca innovazione visto che il tasso di interesse di spesa finora della Regione Basilicata si aggira intorno al 5%. Quindi c’è ancora tempo per rimodulare i Po Fesr. I soldi ci sono nell’Asse due, infatti, ci sono 167 milioni di euro e quindi già quello può servire per creare le condizioni, per cambiare proprio l’impostazione per attrarre investitori. Poi c’è da costruire tutto il sessennio 2021-2027 che sicuramente è un periodo dove l’attrattività della ricerca e innovazione può avere un ruolo fondamentale. il terzo dato sicuramente è l’utilizzo razionale delle risorse del petrolio una parte delle royalties non puo’ essere spesa per rifare marciapiede o piscine olimpioniche , andando a creare condizioni di sperpero e senza che questo abbia mai creato ne sviluppo ma favorito emorragie di cervelli e riduzione di abitanti” Se ne occuperà la futura giunta regionale se ne avrà voglia e possibilità. ” Intanto bisogna creare le condizioni per invertire la tendenza- conclude Acito- e lo facciamo partendo da Matera. Guardiamo ai giovani e a quello che effettivamente si puo’ fare. La quarta strategia è quella di inaugurare la fase delle Zes 2.0, che riguarda la cultura. Se si sta andando avanti la Zes tradizionale che fa riferimento al Porto di Taranto e alla strutture del retroporto con infrastrutture viarie e dei trasporti, si può e si deve lavorare sulla ”quarta strategia che è è quella delle imprese culturali e creative. Puo’ partire da Matera questo tipo di Zes, che in Italia ancora non c’è, affinchè possa avere una interlocuzione con l’Unione europea attraverso Regione e Governo. La Zes 2.0 può attrarre investitori anche dall’estero e per l’hi tech con la defiscalizzazione.Con questi quattro assi riusciremo, probabilmente a trasformare una situazione di impotenza- diciamo- dovuta alla fuga di cervelli e diciamo alla riduzione della popolazione della Basilicata, dei giovani in particolae, che sta perdendo il 6 per cento dei residenti e questo in controtendenza rispetto all’Intero Mezzogiorno. Se non facciamo questo, probabilmente, saremo condannati nel giro di poco tempo a essere la più vecchia d’Italia con degrado e spopolamento evidenti”, Una pessima prospettiva tra ottimismo e pessimismo, che ha bisogno di cambiamenti di mentalità, cultura e di uomini sopratutto nei posti di programmazione e di comando. Servono chiarezza e alternanza, magari dalla prossima campagna elettorale… Ottimismo o pessimismo? Facendo riferimento ai referenti attuali di gestione delle politiche economiche territorial. Acito non ha dubbi…” I referenti attuali nelle gestione dei 18 anni di fondi strutturali che questa situazione non sono riusciti a cambiarla. Va cambiata totalmente strategia”. E quindi è una questione di uomini…