L’Isabella Morra scuola e sede della giornata della Memoria anche per gli anni a venire, come ha annunciato il prefetto di Matera Rinaldo Argentieri, colpito favorevolmente da quanto visto,ascoltato, vissuto tra docenti, allievi, genitori, autorità .Un riconoscimento meritato sul campo…per la organizzazione e per scelte di parole, brani, musica e immagini che hanno stimolato i sentimenti del riconoscimento e del ricordo verso quanti, con il loro sacrificio, a prezzo della loro liberà ci hanno consentito- pur tra tante difficoltà e rigurgiti di un passato fatto di sangue, violenze e discriminazioni- 75 anni di democrazia. E il merito va all’Istituto di Istruzione superiore ”Isabella Morra” di Matera, guidato dall’infaticabile presidente Rosaria Cancelliere e dai suoi collaboratori, nella ”Giornata della Memoria”, per aver riaperto con la misura e la passione giuste pagine sofferte della nostra storia. Ricordando il sacrificio di persone come Marcello Romano, agricoltore di Pisticci ( Matera) internato dal settembre 1943 a maggio 1945 in un campo di concentramento nazista in Montenegro. E Le note di Auschwitz, cantata da Francesco Guccini, hanno aperto la cerimonia di consegna della medaglia d’onore alla memoria di Marcello Romano.

Una onorificenza consegnata dal prefetto Rinaldo Argentieri alla figlia Antonia, ricordando in proposito il valore della memoria e il sacrificio di quanti hanno contribuito con le loro esperienza spesso fatta di sofferenze, come i deportati e gli internati nei campi di detenzione e sterminio, alla nascita della Repubblica e al ripristino di libertà e democrazia. La figlia di Romano,insegnante in pensione , ha ricordato l’esperienza del padre, fatta di ricordi sulle condizioni di vita e degli stenti patiti , tra fame e desiderio di libertà che aveva accompagnato il periodo di detenzione.L’uomo , militare del regio esercito italiano, era stato fatto prigioniero all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Fece ritorno a casa dopo un lungo percorso a piedi e con altri mezzi di fortuna. La figlia ha ricordato che il nome di Antonia le fu attribuito per un voto sciolto dalla nonna Carmela, qualora suo padre fosse tornato vivo dalla guerra. ” Si è liberi quando sappiamo il valore della libertà ci ripeteva mio padre- ha detto la figlia, ricordando gli insegnamenti di quel periodo di detenzione. Ma a volte erano i silenzi e gli sguardi a fissare quel periodo di sofferenza”.


Il video ” I ragazzi e la libertà curato dalla prof.ssa Patrizia Mongello, il racconto tratto dall’incontro della senatrice Liliana Segre con gli studenti del teatro degli Arcimboldi di Milano ottimamente interpretato dai ragazzi del ”Morra” e gli accompagnamenti musicali di Cettina Urga hanno rafforzato i contenuti della cerimonia commemorativa. Il resto lo hanno fatto i contributi e gli interventi, moderati dal prof.ssa Maria Teresa Vena, della preside Rosaria Cancelliere sul significato di memoria e di indifferenza, dell’assessore alla Cultura del Comune di Matera Giampaolo D’Andrea che – citando Francesco Saverio Nitti- ha invitato a non sottovalutare ‘prima che sia troppo tardi” i segnali di discriminazione e di insofferenza e indifferenza che si verificano in diverse realtà. E poi i contributi del prefetto Rinaldo Argentieri e dell’arcivescovo di Matera ,mons Antonio Giuseppe Caiazzo, che ha ripetuto a memoria la canzone ”Auschwitz”. Parole di strettissima attualità , provenienti dai luoghi di sterminio che abbiamo sentito dalla viva testimonianza della cittadina onoraria Elisa Springer e che meriterebbe dopo le vuote promesse per un museo della Shoah, quanto meno una pietra di inciampo. Magari proprio davanti al Morra. E poi le parole di Primo Levi ” L’olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria” che al ”Morra” hanno aperto su un tavolino con l’immagine dei Sassi, per la cerimonia commemorativa. Un elemento di decoro e della memoria che Calia salotti, continua a valorizzare tra cultura e identità nel solco dei sacrifici e del riscatto della gente della civiltà dei Sassi. Era il 21 settembre 1943…