Pietre d’inciampo con tanto di nomi, date, indirizzi che ricordano le vittime dell’olocausto, ma scritte a ridosso degli androni di antichi palazzi gentilizzi,dalle finestre con arco a tutto sesto (semicerchio) del piano terra e/o piano rialzato,
testimoni di una ”Memoria” che subì gli effetti dell’Anschluss, l’annessione dell’Austria alla Germania in quel gran progetto di ” Grande Patria ariana”che portò a conflitti, persecuzioni, deportazioni. L’amico e architetto materano, Angelo Stagno, la nostra ”antenna” a Vienna ha fotografato nel suo quartiere quelle pietre. Ma non sono le sole a testimoniare la Giornata della Memoria, trattata nelle trasmissioni radiofoniche e nelle tante iniziative -continue- del “Centro Ricerche Simon Wiesenthal” . Anche loro hanno nel cuore la scrittrice austriaca, di origine ebraica Elisa Springer e poi concittadina onoraria di Matera, della quale quest’anno a settembre ricorreranno i 15 anni della scomparsa. E’ auspicabile un ponte tra le città che l’hanno ospitata e voluta bene per ricordarla in maniera adeguata. Ci rivolgiamo ai giovani in primis, alle associazioni e alle donne e agli uomini che non hanno perso la memoria del ricordo…

QUELLO CHE CI HA SEGNALATO ANGELO

Nel raggio di circa 100 metri da casa mia, nel 2° Distretto della Città di Vienna, (Forstergasse, Rembrandtstrasse, Untere Augartenstrasse) ho potuto fotografare molte testimonianze riconducenti al triste passato nazionalsocialista di questo quartiere della Capitale austriaca. Ho fotografato quindi le pietre d’ inciampo con le inscrizioni che potrai facilmente tradurre anche con il google -translate e che riportano pochi ma significativi dati di quelle persone e di quei luoghi che a questi stessi sono appartenuti, intere edifici abitativi e/o negozi/locali pubblici. Le pietre d’ inciampo sono quindi disposte proprio davanti alla porta d’ ingresso di questi edifici ed esercizi commerciali o presso i luoghi dove sorgevano le Sammelwohnungen ( Appartamenti dove ebrei ed oppositori del regime erano costretti a coabitare in centinaia ed in condizioni a dir poco assurde poco prima della loro condanna a morte o quale preludio del KZ – Campo di concentramento dove furono in seguito deportati ed uccisi). Nomi, date e luoghi di detenzione e decesso sono riportati su placchette di ottone collocate a marciapiede e documentate a mezzo di una Associazione locale che si occupa della puntuale raccolta di dati e studi sull’ Olocausto in collaborazione con il “Centro Ricerche Simon Wiesenthal” sempre quì a Vienna.