Già a settembre del 2013 denunciammo con i fatti tragici di Craco, l’insicurezza di troppe strade lucane che erano e ancora lo sono un fatto conclamato. Dicemmo che bastava prenderne una in esame esempio, la provinciale materana 4 più nota come Cavonica”.
Lo ricorda il segretario provinciale Ugl Matera Pino Giordano rivolgendosi all’Assessore regionale alle Infrastrutture Nicola Benedetto per il quale, “ancora sono in memoria i festeggiamenti inerenti all’ultimo tratto (7 chilometri circa) inaugurato a marzo 2013.

La solita passerella istituzionale. Al taglio del nastro parteciparono gli assessori regionali Viti (Formazione) e Braia (Infrastrutture) e il consigliere provinciale, Antonio Santochirico. Tanta soddisfazione e tanta fiducia venne risposta nella realizzazione dell’intero tratto stradale.

Per il presidente della Provincia di Matera in carica all’epoca, l’arteria doveva servire per ‘togliere dall’isolamento comuni come Accettura, S.Mauro Forte, Salandra, Stigliano, Garaguso’.

Già – prosegue il segretario Ugl -, perché il tratto congiunge, attraverso lo scalo di Grassano, tanti piccoli centri con la Basentana. Regione, Provincia. Tanti soldi sciupati. La realizzazione dell’arteria, per la cronaca, tra soldi investiti male e consumati peggio, qualche anno fa è passata di competenza dalla Regione alla Provincia. L’Ugl rende noto, all’opinione pubblica che è costata quasi 20 milioni di euro per dei lavori durati un ventennio ed oggi arriva giusta conferma dall’Assessore Benedetto che, non davamo certamente numeri al vento. L’ultimo tratto, poi, quello inaugurato a marzo 2013, era il lotto conclusivo dell’ardito collegamento. Peccato che a distanza di pochi mesi uscirono allo scoperto tutti i difetti che l’Ugl prontamente denunciava. Numerosi gli avvallamenti e i rigonfiamenti del manto stradale per un percorso che si presta ad un’andatura veloce: pochi giorni e un incidente per fortuna senza vittime, a causa di questi difetti, nelle settimane a venire ancora uno scontro tra un’auto e un camion, scontro che, per fortuna, non fù letale per nessuno.”

Successivamente – continua Giordano -, a causa della pioggia intensa, tra la bretella per S.Mauro Forte e l’innesto della Cavonica, registrati dei copiosi allagamenti. A questo punto per l’Ugl le domande nascono spontanee: sono trascorsi circa 4 anni ma, bisogna per forza aspettare il morto per intervenire? Tra gli amministratori dell’area che percorrono il tratto nessuno si sente di dover segnalare il pericolo? Come furono affidati i lavori da parte della Provincia di Matera, se a distanza di qualche mese già segnalavamo questi paurosi rischi? Pericoli pubblici a spese del contribuente. Sullo sfondo, in sintesi, emergeva e ancora sussiste scarsa attenzione e negligenza da parte degli enti pubblici preposti. Le coscienze si svegliano solo quando qualche malcapitato ci lascia la vita. Con buona pace di tanti fondi pubblici spesi senza criterio. Non è l’unico caso lucano. Ma riflette in pieno i limiti nella gestione pubblica della viabilità dove nel caso specifico i soldi c’erano. Ed erano pure tanti (20 milioni di euro). Come sono stati impiegati? Se una strada mostra vistosi difetti dopo appena 5 mesi dall’apertura, qualcuno se ne doveva assumere la responsabilità? Provincia di Matera? Ditta esecutrice? Oltre al chiaro rischio per gli automobilisti – conclude Giordano -, per l’Ugl è utile rimarcarlo, c’è una questione erariale. Da affidare al controllo della Corte dei Conti. Si tratta di soldi che all’epoca, oltre ad essere stati spesi male, gravano ancora oggi sulla tasca di tutti”.