“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” mai frase più vera, quella della canzone dell’inossidabile Venditti perchè ci sono persone che, pur avendo attraversato il mondo, continuano a custodire dentro di sé il luogo da cui sono partite. E ci sono luoghi che, a distanza di decenni, sentono ancora il bisogno di raccontare i propri figli migliori. È questo il filo che unisce Grottole, piccolo centro della provincia di Matera a Gerardo Guerrieri, straordinaria figura che a Grottole è sepolto accanto ai genitori, Michele Guerrieri e Margherita Cristalli.
A quarant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta a Roma il 24 aprile 1986, il Comune di Grottole dedica a questa una giornata dal titolo “Gerardo Guerrieri, Visioni del Sud”, in programma sabato 29 agosto. Un appuntamento pensato non soltanto per ricordare, ma soprattutto per riscoprire la modernità del suo pensiero e quel legame profondo con la Lucania che non venne mai meno.
Nato a Matera il 4 febbraio 1920, Guerrieri fu scrittore, sceneggiatore, regista, critico teatrale e uomo di cultura. Una personalità poliedrica che attraversò da protagonista una delle stagioni più vivaci e fertili della cultura italiana, entrando in relazione con alcuni dei nomi destinati a segnare la storia del cinema, del teatro e della letteratura del Novecento.
Tra le pagine più importanti della sua esperienza ci sono la collaborazione con Cesare Zavattini alla sceneggiatura di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica e il lungo sodalizio teatrale con Luchino Visconti. Ma accanto alle grandi esperienze nazionali e internazionali rimase sempre una radice lucana, fatta di luoghi, persone, racconti, riti e paesaggi.
È proprio questa dimensione meno conosciuta e profondamente identitaria a essere al centro della giornata grottolese.
Il programma prenderà il via Venerdì 28 agosto alle ore 17,30 nel cimitero di Grottole (evento anticipato rispetto al programma iniziale calendarizzato alle 12, per via del troppo caldo) davanti alla tomba di Guerrieri, con un momento di omaggio alla presenza del sindaco Filippo Carretta e della figlia Selene Guerrieri, presidente dell’Associazione culturale Gerardo Guerrieri APS.
Sabato 29 agosto, alle 18, il cuore della manifestazione si sposterà al Castello Sichinulfo, dove il Comune di Grottole, insieme all’Associazione culturale Gerardo Guerrieri APS, proporrà un incontro dedicato all’opera e all’eredità dell’intellettuale.
«A quarant’anni dalla sua scomparsa, Grottole vuole rendere omaggio a una personalità che ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana e che ha conservato nel tempo un rapporto intenso con la propria terra», sottolinea il sindaco Filippo Carretta. Ricordare Guerrieri, aggiunge, significa «non soltanto custodire la memoria di un nostro illustre concittadino, ma permettere soprattutto alle nuove generazioni di conoscerne l’opera, il pensiero e la straordinaria capacità di guardare al Sud come luogo da osservare, raccontare e comprendere».
Ed è forse proprio qui che si trova la parte più attuale dell’eredità di Guerrieri: nella capacità di guardare il Sud senza stereotipi, di attraversarlo con curiosità e attenzione, di riconoscerne la complessità e trasformarla in racconto.
Nel corso della serata sarà proiettato “Gerardo Guerrieri. Tutto il mondo è palcoscenico”, il film di Rocco Brancati, presentato in un’edizione aggiornata grazie anche a materiali inediti donati dalla famiglia Brancati alla Biblioteca Nazionale di Potenza.
Prima della proiezione, il pubblico potrà ascoltare i saluti del sindaco Carretta e degli ospiti Raffaello De Ruggieri, presidente della Fondazione Zétema, Rosalba Demetrio, presidente regionale del FAI Basilicata, e Margherita Romaniello, presidente della Lucana Film Commission.
Particolarmente significativo sarà il dialogo tra Selene Guerrieri e Sebastiano Martelli, dell’Università di Salerno e autore del volume I fuochi di San Pancrazio, dedicato al rapporto tra Guerrieri e Rocco Scotellaro. Un rapporto che si lega anche alla sceneggiatura di un film mai realizzato, scritta da Guerrieri insieme allo stesso Scotellaro, a Carlo Levi e a Linuccia Saba.
È una storia nella storia, che restituisce l’immagine di una rete intellettuale straordinaria e di un’epoca nella quale il cinema, la letteratura e il teatro diventavano strumenti per interrogare la società e raccontare un’Italia ancora da scoprire.
E poi ci saranno le parole. Quelle di Guerrieri, affidate a un’inedita lettura di racconti e lettere dedicati alla Lucania, curata da Selene Guerrieri e interpretata da Emilio Andrisani ed Emilia Fortunato di Hermès Teatro Laboratorio.
Le loro voci dialogheranno con le immagini dell’Archivio di famiglia Guerrieri e con gli scatti realizzati per l’occasione da Annaletizia Olivieri, Raffaello Padrone e Alessandra Santarsiere, attraverso il montaggio di Nicola Grande, presidente UILT Basilicata, che collaborerà anche alla realizzazione tecnica della serata.
Ne emergerà un ritratto fatto di parole, immagini e memoria. Ma soprattutto emergerà la “visione del Sud” di Guerrieri.
Già negli anni Quaranta, da Grottole, scriveva racconti per l’Unità. Negli anni successivi avrebbe coltivato progetti per attraversare e raccontare l’Italia meno conosciuta, dedicando una particolare attenzione al Mezzogiorno. Una scelta che rivela quanto la sua terra non fosse per lui soltanto un luogo della memoria, ma un vero laboratorio culturale, umano e narrativo.
Zavattini, Visconti, Scotellaro, Carlo Levi: nomi diversi, linguaggi diversi, ma dentro un unico grande bisogno di raccontare l’Italia reale, quella delle periferie, dei paesi, delle persone e delle storie spesso lontane dai riflettori.
E in questo senso Guerrieri appare oggi sorprendentemente contemporaneo.
La giornata di Grottole assume inoltre un significato particolare perché coincide con un altro anniversario importante: i dieci anni dalla fondazione della Casa della Creatività Gerardo Guerrieri, nata proprio per mantenere vivo il rapporto tra il paese e la figura dell’intellettuale.
Il suo nome continua a vivere anche a Matera, dove negli ultimi anni il Comune gli ha dedicato il CineTeatro Gerardo Guerrieri e una strada nel centro storico. Un percorso di riscoperta al quale si è aggiunto l’impegno del FAI Basilicata, che ha contribuito a riportare l’attenzione sulla sua figura anche attraverso l’inaugurazione del CineTeatro e le iniziative organizzate in occasione del centenario della nascita.
Così, a quarant’anni dalla morte, Gerardo Guerrieri torna idealmente a casa.
Torna attraverso le fotografie, le lettere, le sceneggiature, il teatro e il cinema. Torna attraverso le voci di chi lo ha conosciuto e di chi oggi ne custodisce l’eredità. Torna soprattutto attraverso una terra, la Lucania, che lui non smise mai di osservare e raccontare.
“Visioni del Sud” non sarà dunque soltanto una celebrazione del passato, ma un invito a guardare ancora una volta il Mezzogiorno con gli occhi di chi seppe coglierne la ricchezza, le contraddizioni e la straordinaria forza creativa.
Perché ricordare Gerardo Guerrieri significa anche ricordare che la cultura nasce spesso lontano dai grandi centri, nei paesi, nelle comunità, nelle storie familiari e nei paesaggi che sembrano marginali. E che proprio da quei luoghi possono partire sguardi capaci di arrivare molto lontano.

Giornalista freelance . Tra le collaborazioni, Il Quotidiano della Basilicata, Avvenire, Il Fenotipo (periodico dell’Avis Basilicata), Fermenti (periodico Diocesi di Tricarico), Infooggi.