Ancora il segno meno caratterizza i consumi sulla spesa alimentare che le famiglie hanno sostenuto nel 2016. Un crollo del 5,2% dei prezzi riconosciuti agli agricoltori con effetti devastanti per le campagne.

Il dato è stato diffuso dalla coldiretti in occasione dei dati Istat sul commercio al dettaglio .

“Una riduzione degli acquisti di cibo e bevande dell’1% rispetto al 2015, dichiara  il presidente di Coldiretti Basilicata, Piergiorgio Quarto, frutto di dinamiche eterogenee tra i diversi comparti, tra cui si segnalano cali, anche di una certa intensità, per le carni (-6%), i salumi (-5%) il latte e derivati (-4%) e oli e grassi e vegetali (-2%), solo in parte compensati da un incremento degli acquisti di prodotti ittici (+3%) e della frutta (+2%)”.

Un danno praticamente solo per gli agricoltori che ad esempio hanno dovuto vendere piu’ di tre litri di latte per bersi un caffè o quindici chili di grano per comprarsene uno di pane, ma la situazione non è migliore per le uova, la carne o per alcuni prodotti orticoli. Di fatto sugli scaffali i prezzi, anziché scendere sono saliti facendo così aumentare le speculazioni.