Taglio del nastro con tanta passione e un pizzico di emozione all’ex Mulino Alvino, che ha aperto le porte …a un assaggio di quelle che sarà la sua offerta produttiva nella filiera turistica e agroalimentare, naturalmente.

E gli spunti, lungo la memoria delle farine tra pane, pasta, biscotti, design e tecniche vecchie e nuove trasudano dalle antiche cisterne dello stabilimento, sconosciute ai più, e diventate un formidabile spazio espositivo.

C’è l’ex operaio del vecchio molino pastificio Quinto e Manfredi che va indietro con la memoria, a ricordare volti, cicli di produzioni in un ambiente dove il profumo di farina era ovunque, Massimo Cifarelli e Patrizia Perrone imprenditori della panificazione della tradizione materana di casa al rione Piccianello…., la mamma con bambini incuriosita dalla forme di pane a stella, fiore o dal colore di tendenza o trendy per sprecare il solito anglicismo, cittadini e turisti meravigliati di quanto sia riuscito a fare con entusiasmo, tenacia, quattrini e un po’ di sangue amaro l’imprenditore Nicola Benedetto per le solite incombenze burocratiche e poi loro, gli imprenditori e lo staff del progetto ” Breadway le vie de pane” con Matera 2019.

A cominciare da Franco Ruggieri con una fazzoletto giallo nel taschino della giacca, come la farina di semola di grano duro, che ha tutte le carte in regola per andare avanti negli anni a seguire.

E la conferma che si è imboccata la strada giusta è venuta dalla parole di quanti sono intervenuti, dal padrone di casa agli organizzatori alle ”menti aperte” del design, che hanno deciso di lavorare insieme per il futuro dell’economia cittadina.

Un esempio di buone pratiche alle mediocrità della politica,in generale, che si balocca davanti a eventi di autoconsumo che non portano da nessuna parte. Anzi…

E così il fornaio materano del futuro avrà modo di cimentarsi su altre sfornate, con quanto è emerso dal 2^ concorso internazionale promosso dall’Associazione design italiana dedicato alle nuove forme di pane e proposto nella programmazione del Festival “Breadway – Le Vie del Pane”, progetto coprodotto dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e MurgiaMadre in programma nel Mulino Alvino.

E le proposte, vi invitiamo a recarvi al Mulino Alvino fino al 9 giugno, sono davvero interessanti.

A proporle i vincitori del concorso, selezionati da una giuria internazionale e locale composta dal presidente Roberto Marcatti, Martin Azua, Mauro Bitondo, Andreu Carulla, Rosaria Copeta e Marica Paolicelli che hanno esplorato le nuove forme principalmente destinate alla tavola, caratterizzate -da quanto si è appreso-dall’uso preminente di lievito madre e di farine nelle loro varie declinazioni.

Ed ecco vincitori e proposte. Sono il napoletano Carlo Olivari con il tarallo piatto nella categoria Nuovi prodotti per il cibo, il Pangioco di Noii Studio rappresentato da Matera dal romano Francesco Diluzio per la categoria Nuovi prodotti per la vita, il Panpel, un involucro per conservare il pane realizzato da una studentessa italiana residente a Barcellona per la categoria Innovazione tecnologica e un ex aequo nella categoria Innovazione del decoro con le vittorie di Luca Paolo Vasa, salentino di Matino e autore di “Sasso”, un orno per il pane realizzato per Pimar srl e Anastaciia Kuliabina, ucraina di Odessa che ha progettato una ciotola di pane resistente per accogliere i prodotti e commestibile.

Ma abbiamo apprezzato anche la creatività di pannelli e spazi espositivi, che hanno colpito e non poco i visitatori di un a certa età, come ” La scarpetta non si fa…” Con il buon pane di Matera certamente sì. E poi la tradizione non si rompe. Sopratutto se il ragù e fatto bene.

Ricordiamoci di questa esperienza e della tradizione materana, quella di molini, pastifici (che non ci sono più) e dei forni.

Un monumento al fornaio ci sta tutto, proprio al rione Piccianello dove è rimasto un cubo disadorno in piazza Marconi. Serve a ricordarne storia e stili di vita. “Fornaiooo.. E’ cotto il il pane?

Nella tre giorni di Breadway. dal fitto e intenso programma, troverete fino a domenica nel rione Piccianello quella parte della città che scommette nella tradizione e nella innovazione, sopratutto dopo l’anno da capitale europea della cultura, quando quattrini e protagonismi saranno finiti.