Ne abbiamo parlato in altri servizi, ma argomenti come la riattivazione di alcuni fontanini in ghisa del Ventennio e la manutenzione di altri nei rioni Sassi, sembra scorrere come l’acqua…quando c’è. E così in tour negli antichi rioni di tufo, prendendo la Via dei Sette dolori , per vedere alcune mostre inaugurate nello scorso fine settimana che non abbiamo potuto vedere per la sovraesposizione e la sovrapposizione di eventi, ci siamo imbattuti -su segnalazione di alcuni residenti- in turisti toscani dall’ironia facile ma comprensibile per via di una fontana a secco e per le 100 galline in ceramica policroma della mostra https://giornalemio.it/eventi/100-galline-tra-i-sassi-di-matera/ dell’artista Francesca Pastore, che non potevano bagnarsi il becco… Paradossi e ironia a parte purtroppo la segnalazione è un disagio cronicizzato e il gruppetto toscano, che veniva dal ”Ponticello” da via dei Lombardi ha citato anche l’altra fontana a secco che è nei pressi. E già che c’erano hanno segnalato la pericolosità delle chianche. Me la sono cavata, con altri materani che scuotevano la testa, con un ” non si è fatto in tempo per il 2019 ma che un progetto prima o poi verrà fuori” l’anno che verrà. Turisti a rincarar la dose e a chiedere se per i Sassi e in centro ci fosse una squadra di manutentori e curatori degli elementi di arredo urbano, che annoverano anche le fontane. Una squadra (l’idraulico certamente) dedicata al settore no, ma alle manutenzioni in genere sì.. I turisti, livornesi, per essere precisi, dove ogni anno si tiene un noto festival della satira e dove viene pubblicato il noto e caustico periodico satirico ”Il Vernacoliere” hanno abbozzato ma sono rimaste sulle loro…Del resto nei discorsi ufficiali dell’anno da Capitale europea della cultura si parla dell’usurato riscatto dalla Vergogna degli anni Cinquanta o degli anni a venire, ma non c’è spazio per la politica delle piccole che danno un pessima immagine della città- Per i drogati del futuro aperto degli anni a venire, post Matera 2019, un marciapiede sconnesso,le chianche divelte nelle stradine dei rioni di tufo o le deiezioni di fido che lastricano il passaggio di cittadini e turisti non sono una priorità. Bisogna portare occhi, occhialini da saldatore, testa e cuore oltre lo steccato e guardare a un futuro fatto di alta e altra progettualità, lungo la banda larga dei saperi iperuranici. Per Pitagora e i suoi numeri primi, teorema a parte, puo’ andare ma la politica delle piccole cose, delle attenzioni, del decoro urbano restano il biglietto da visita che viene subito agli occhi di quanti visitano e, auspichiamo, possa continuare a farlo. E già perchè nel turismo, anche strutturato, basta una bazzeccola e si perdono punti perchè impressioni e immagini negative fanno il giro del mondo.Basterebbero pochi euro per ripristinare ma in maniera fedele quelle fontane, che fanno parte della storia della città, e per curare la manutenzione di altre al Piano o nei quartieri. E quando accadrà acqua a catinelle, per dirla con un noto film di Checco Zalone.