Un biglietto da conservare con il n.19 consegnato all’ ingresso del Cinema comunale e poi la provocazione lanciata dal regista Francesco Giase di festeggiare ogni 19 gennaio l’avvio- ricorrenza di Matera capitale della cultura, per gli anni a venire, prima della presentazione del documentario ” 19 gennaio 2019, il film”, ha avuto il merito di lanciare un sasso tra i Sassi, per capire se rotolerà da qualche parte o resterà immobile sull’onda del ” abbiamo fatto, ci siamo anche divertiti e mo’ ?…”’ Un interrogativo già visto quando finiscono i soldi, calano interessi e si perdono per strada volontà e buone idee. Copione già recitato e visto in altre stagioni. Del resto si stanno sparando gli ultimi tre mesi di cartucce, tra eventi, spettacoli e poi logistica e personale a tempo determinato tornerà a casa, salvo arrivo di risorse aggiuntive- ma dopo aver chiuso conti e debitorie del 2019- che potrebbero cambiare scenari e prospettive. La proiezione del film è servito anche a questo e gli interventi di Rossella Tosto, Sergio Palomba, Antonella Losignore sono serviti a ravvivare suggestioni, aspirazioni proposte e riflessioni che Michelangelo Tagliaferri, fondatore e responsabile scientifico dell’Accademia di Comunicazione di Milano, ha dispensato nei diversi momenti del filmato. E con sincerità ha parlato di dubbi iniziali di una città, legata al vecchio clichè tra museo e mausoleo, passata al senso di capitale europea e diventata- una azzeccata similitudine da adolescente- signorina adulta che si avvia sulla propria strada emancipativa.” Sono stranito – ha detto. Non me l’aspettavo” . E allora apertura agli spunti, passando tra buone pratiche, tradizioni, suggestioni create dallo spettacolo di cavalli bianchi che galleggiano nell’aria librandosi in cielo verso obiettivi dove è lecito è avventurarsi per una città che vuole e sa sognare, Tagliaferri i piedi li ha per terra…e ha invitato i materani a essere prudenti ”perchè -ha detto- non possono essere disponibili per tutti” e ” di non aver paura se altri non capiscono”. Un invito a sognare, a essere sè stessa e a puntare sulla qualità dei progetti. E’ una traccia e un invito a guardarsi intorno, ma senza farsi illusioni. Molta roba è passata e sta passando come l’acqua sul marmo. Ma ci sono progetti interessanti, relazioni ed esperienze che non possono essere dimenticati. Marino Sinibaldi, direttore di Radiotre, salutando la nona esperienza di Materadio sull’onda del ”mai dire mai” ha detto che ” Vigileremo” su Matera perchè non si interrompa(come accaduto in altri contesti) quanto fatto di buono, con l’esperienza davvero unica e di esempio per altri da anno di capitale europea della cultura. Più che Matera vanno monitorati i materani che hanno gestito e con varie responsabilità programma ed evento, ma nella piena consapevolezza che molte cose sono cambiate anche sul piano politico e non basta il ritorno di un ministro come Dario Franceschini al Ministero per i Beni culturali. La Regione azionista di maggioranza(passata dal Pd al centrodestra) della Fondazione, il Comune che andrà al voto a maggio 2020 e gli altri soggetti che sono stati protagonisti o comparse nell’anno da capitale europea della cultura che volontà e che tipo di apporto potranno dare per una prosecuzione tutta da verificare dell’esperienza prossima alla conclusione? E gli imprenditori che hanno operato in un contesto da economia dalle mani libere? Una sfida nella sfida, legata ai tanti auspici delle testimonianze degli intervistati nell’interessante lavoro filmato. Protagonisti in sala per una proiezione da tutto esaurito, ma vissuta in condizioni da sauna, per la nota assenza di un impianto di condizionamento d’aria nel rinnovato cinema comunale ” Guerrieri”. Servirà una replica e magari la produzione di un dvd da conservare e rivedere.Giriamo richieste e suggerimenti agli organizzatori.Del resto il 19 gennaio 2020 è subito dopo la cerimonia di chiusura. A quanto pare il 20 dicembre 2019 .Fuori progetti da portare avanti, volontà e quattrini per non sprecare opportunità e prospettive. E biglietto alla mano…con tanto di numero 19.

QUELLO CHE ABBIAMO VISTO NEL FILM

Passione, colori, suoni, attese, prospettive del 19 gennaio 2019, il giorno più lungo dell’anno di Matera capitale europea della cultura, descritto con le testimonianze e la partecipazione della gente comune o ”abitanti culturali” come li indica il Dossier di candidatura, caratterizzano il documentario ” 19 gennaio 2019,il film” ideato e prodotto da Trm network e RvmBroadcast, con la regia di Francesco Giase, il soggetto e la sceneggiatura di Sergio Palomba, Annette Tosto e Vito Cea. Il lavoro, della durata di 55 minuti, proiettato gratuitamente al cinema comunale ” Gerardo Guerrieri”, ripercorre tutte le fasi di una giornata irripetibile e destinata a restare nella memoria di quanti – e non solo materani e cittadini della Basilicata-hanno creduto fino in fondo nel progetto di candidatura della Città dei Sassi. E così artigiani, volontari, creativi, cittadini che si sono dati da fare per ospitare quel giorno le delegazioni straniere (le bande in particolare) che hanno percorso quartieri e borghi partendo dalla Cava del Sole per salutare il gran giorno di Matera da capitale europea della cultura, con i festeggiamenti fino a sera tra luci, acrobati, fuochi pirotecnici. Senza dimenticare le sequenze particolari della commozione del sindaco Raffaele De Ruggieri alla Serra del Sole, davanti al presidente del Consiglio dei Ministri e di rappresentanti dell’Unione europee, l’augurio e il saluto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il grido liberatorio dei tanti concittadini che, il 17 ottobre 2014, salutarono da piazza San Giovanni Battista l’annuncio del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini dell’investitura ufficiale di Matera a capitale europea della cultura 2019. Nel filmato c’è anche il contributo, alternato a quello di concittadini e rappresentanti istituzionali , di Michelangelo Tagliaferri, fondatore e responsabile scientifico dell’Accademia di Comunicazione di Milano. Per i promotori dell’iniziativa il lavoro è anche una ”chiamata alle arti” per unire le forze e continuare nel 2020 e negli anni a venire quello che è stato fatto nell’anno da capitale europea della cultura, facendo rete con altre realtà.