Festa della Bruna con il fattore ”S” come sicurezza…

Un tema con il quale fare i conti, dopo due anni di pandemia e due mesi intensi sul piano organizzativo che oscillano tra il ” vediamo il bicchiere mezzo pieno” , ”si poteva fare di più” e ” ma cosi le tradizioni vengono snaturate”. E così il giorno più lungo dei materani, cominciata con la processione detta dei pastori, ha offerto non pochi spunti per un confronto tra passato e presente con tempi e ritmi diversi, nel percorso e nello svolgimento degli spettacoli pirotecnici che al rione Piccianello ( a detta di tanti) ha avuto il momento più alto. Consistente la partecipazione e con alcuni segnali di novità, che sono uno stimolo a ”prendere nota” per l’edizione della festa 2023, insieme ad altre che verranno via via nel corso della giornata. Ma contano i fatti.

E’ tornata a svolgersi nei quartieri, dopo la pandemia, anzicchè nei rioni Sassi, e per motivi di sicurezza, la processione del mattino del 2 luglio, detta dei ”pastori”, in onore della Protettrice di Matera ” Maria Santissima”, che segna il giorno più lungo dei materani. Il quadro su lastra di rame della Madonna è stato seguito dal clero, devoti, dalla confraternita dei Pastori e da figuranti dell’associazione ”Ergghiò”-sezione Pastori di Matera con pecore e un asino al seguito. I figuranti, dopo un lavoro di ricerca, hanno fatto realizzare con l’associazione ” Made in Carcere” (attiva anche a Matera) l’abbigliamento degli antichi pastori materani (pellicciotti di montone, copricapo ecc) ispirandosi a un acquerello del 1791 del pittore Alessandro D’Anna.

Il passaggio della processione nei quartieri, che ha visto la partecipazione di almeno 10000 persone, è stato salutato da preghiere , dal fragore di fuochi pirotecnici e dalla esposizione di lenzuola e coperte colorate dai balconi. E il colore è un altro fattore distintivo della Festa, rappresentato da luminarie e dai cavalieri in costume, dalla foggia spagnolesca, guidati Angelo Raffaele Tataranni, generale del corpo da 25 anni . I cavalieri, in tutto 80 e tra di loro alcune amazzoni, scortano la Madonna della Bruna e il Bambinello, per la processione di mezzogiorno dalla Cattedrale alla Chiesa dell’Annunziata al rione Piccianello. Da qui, in serata, i cavalieri, insieme agli ”angeli del carro” e alle forze dell’ordine scortano il manufatto di cartapesta per la processione della sera fino in piazza Duomo per i tradizionali ”tre giri”, che segnano il possesso della Madonna sulla città. Da qui il carro , realizzato dall’artigiano Eustachio Santochirico, e ispirato al tema evangelico ” Zaccheo, oggi devo fermarmi a casa tua. La cattedrale casa di Dio tra le case degli uomini”, raggiunge piazza Vittorio Veneto per l’assalto e la distruzione da parte della gente, quale segno benaugurante per l’anno che verrà. Il 2 luglio si conclude, quest’anno, con un spettacolo di fuochi d’artificio – a porte chiuse e per motivi di sicurezza- all’interno dello stadio ” XXI Settembre-Franco Salerno” ,anzicchè a Murgia Timone nel Parco della Murgia. Decisione che ha procurato non poche polemiche per il diniego espresso dall’ente subregionale e poi dalla Regione a svolgere lo spettacolo pirotecnico in una zona soggetta a vincoli, ma che fa parte da anni della scenografia della festa. Ne riparliamo dopo i rumors, i commenti, riprendendo a lavorare per l’edizione 2023.

ALCUNE FOTO DELLA PROCESSIONE DEI PASTORI



ALCUNE DELLE MAGLIETTE ORIGINALI


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