La città pullula di turisti e di cittadini che a ferragosto sono rimasti a Matera , ma tra le 13.30 e le 14.10 e dintorni, se non avete chi possa accompagnarvi dove- come diceva Toto- per andare dove occorre andare e allora vi tocca andare a piedi, se siete in grado di farlo, altrimenti amen. E così all’ora di pranzo , come si diceva una volta, quando la Capitale era una città provinciale, niente bus per muoversi e niente treni visto che la domenica non transitano. A segnalarci l’inconveniente un cittadino, che ha scoperto per caso la cessazione temporanea del servizio smanettando in tempo reale su internet, comunicandolo a un altro ignaro concittadino che attendeva invano il passaggio del Bus a Matera Sud. E sul sito dell’azienda del servizio urbano compare l’avviso datato 7 agosto . Quanti l’hanno visto in giro , letto o ne erano conoscenza? Quien sabe ? Si dice nei paesi dove batte forte il sole fino alle cinqo de la tarde e passa? Comunque l’avviso indica il periodo di cessazione del servizio e per tutte le corse , nel rispetto del programma di esercizio, dalle 13.30 alle 14.10 e passa nella giornata di ferragosto, fatta eccezione per le linee Sassi, 14 B (da via aldo Moro al borgo La Martella) e Linea Cava del Sole Chiese rupestri.Norme rispettate. E su questo nulla da obiettare. Ma Matera è città turistica, d’arte e via elencando e il servizio anche a ferragosto andava a garantito. Ci pensi l’Amministrazione comunale, affinchè la questione possa essere risolta per l’anno che verrà e nei mesi a seguire. L’altra questione riguarda l’accesso con il passaporto di Matera 2019 ( più croce che delizia dell’anno europeo della cultura) sui mezzi pubblici. Opportunità favorita da un accordo tra azienda Miccolis, Fondazione e Comune ( che copre la spesa con 700.000 euro) fino a gennaio 2020 per quanti esibiranno il passaporto ma nella forma cartacea….Per il digitale ancora nulla. Del resto le procedure di riconoscimento trattandosi di ”titolo di viaggio” individuale impone che si possa verificarlo, utilizzando lettori ottici collegati al data base della Fondazione. Per cui a ognuno le proprie competenze e responsabilità. Ma in un mondo iperdigitalizzato e con tutti gli anglicismi sentiti e riprodotti in tutte le salse non sarebbe stato opportuno pensarci per tempo? Passata l’Assunta viene bene passare l’incombenza a San Rocco protettore di tanti poveri pellegrini, come ama ricordare il rubicondo e fermo abate dell’associazione Giallo Sassi, abituato a ripetere la massima latina ” Modus in Rebus”. Misura in tutte le cose e rispetto…per i tanti cittadini del mondo che viaggiano sul cavallo di San Francesco.