Non capita tutti i giorni, almeno a Matera, città crogiolo di culture millenarie, che due giovani si sposino in chiesa con un doppio rito religioso, nel solco della cristianità. Merito della forza dell’amore che lega culture, religioni e tanta voglia di portare avanti un lungo percorso insieme. Ed è quello che hanno fatto l’11 settembre scorso, nella Chiesa di San Pio X, al rione Spine Bianche,Xhorvino Bjanku e Stefania Viteritti, che si sono sposati con il doppio rito bizantino-cattolico e latino. Xhorvino è di origini albanesi ed è in Italia da quando aveva pochi anni. Stefania è materana ed ha incontrato l’anima gemella per la felicità di genitori, parenti e amici. Da parte materana, tranne per alcuni, tanta curiosità e interesse per le nozze e per quella novità del rito bizantino. Quel giorno hanno celebrato il sacramento del matrimonio, secondo il rito bizantino cattolico vigente in tutte le comunità Italo-albanesi presenti nell’Italia continentale ed insulare, papàs Sergio Straface della diocesi di Lungro in Eparchia di Lungro e la Santa .

Messa secondo il rito latino don Domenico Monaciello, parroco della parrocchia S. Pio X di Matera. Non entreremo nelle liturgie ma accenneremo ad alcuni passaggi del rito bizantino che hanno impressionato i presenti. Tra questi il passaggio di una coroncina di fiori sul capo degli sposi, affiancati dai testimoni, e il calice di cristallo che finisce in frantumi dopo la Comunione. Gesti che hanno significati precisi, beneaguranti per un rapporto che è stato sancito. Naturalmente ci sono altri passaggi con frasi di buon auspicio, dolci per deliziare il palato degli sposi (una zia di Xhorvino ne ha portati alcuni gelatinosi da Scutar) e poi l’allegria condivisa nella sala ricevimenti Parco dei Cigni di Tricarico con canti e balli della tradizione. E la sposa è la regina della festa alla quale si augura tanta prosperità, con le banconote che finiscono nel suo corpetto… con gli invitati che fanno a gara per contribuire alla felicità della nuova famiglia, che si è concessa una luna di miele in crociera prima di tornare al lavoro.

Negli occhi e nel cuore di genitori, amici e parenti l’intensità e la felicità per un matrimonio da ricordare. ”Abbiamo vissuto – ha commentato Luigi, papà di Stefania- un momento di grazia dal punto di vista spirituale proprio per la celebrazione di un matrimonio nei due riti – bizantino/cattolico e rito latino – che nella loro diversità riflettono l’unità della chiesa la quale, come ebbe a dire San Giovanni Paolo II, respira con due polmoni: quello d’Oriente e quello d’Occidente. Da un punto di vista laico c’è stata la fusione di due culture: la nostra con quella albanese dal momento che lo sposo è nato a Scutar, in Albania, e lì vissuto fino all’età di 9 anni. Auguriamo agli sposi tanta felicità”. Ed è il pensiero e l’auspicio di quanti seguiranno la bella storia e la vita di Stefania e Xhorvino.