Caccia ai cattivi maestri di oggi, che sono un po’ ovunque (purtroppo) e che a ridosso di cultura e politiche sovraniste che hanno fatto presa soprattutto in Occidente – dagli Stati Uniti al BelPaese- con personaggi, simboli, e slogan hanno facile presa sul web, dove la ”memoria” del passato viene tranquillamente ignorata. E così se la Digos da Milano avvia una indagine, che ha portato all’arresto di un giovane di 19 anni italiano residente a Pavia , che gestiva sui social un canale telegram ed esegue 15 perquisizioni ( e tra questi anche 9 minori) tocca anche la provincia di Matera con Cagliari, Caserta, Cosenza, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino. Il promotore dell’organizzazione, finito ai domiciliari, è accusato di promozione e direzione di un sodalizio avente tra i propri scopi la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, nonché per aver svolto, in concorso con altri, attività di propaganda di contenuti del medesimo tenore, fondati anche sulla minimizzazione della Shoah e sull’apologia del genocidio del popolo ebraico. E colpisce, come riportato nella nota della Polizia di Stato di Milano, il nome della chat che riprende il nome di Terza Posizione. Per quanti hanno buona memoria si tratta di un movimento politico eversivo di estrema destra,nato come Lotta studentesca, fondato a Roma nel 1978 da Giuseppe Dimitri, Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi e rimasto attivo fino al 1982. Ma oltre alla ispirazione a quel movimento c’è l’invito a passare all’azione e al reclutamento…con le Squadre di Azione rivoluzionarie, che hanno precedenti nel siglario delle ”squadracce” del pre Ventennio fascista e nel secolo scorso con le Squadre d’Azione Mussolini (SAM) formata da reduci della Repubblica sociale italiana, nel primo dopoguerra, e l’altra di natura terroristica negli anni ’70, noti come ” anni di piombo”.Un capitolo della Storia del Belpaese non completamente noto,con organizzazioni nere e rosse che hanno spesso subito la regia di ”poteri forti”e occulti nazionali e internazionali. L’inchiesta della Polizia di Milano ha accertato,inoltre, che la rete scoperta nel corso delle indagini esaltava anche azioni di suprematisti bianchi, di cultura neonazista come Brenton TARRANT, autore della strage di Christchurch nel marzo 2019) ,l’apologia della Shoah e della “white jihad” la guerra santa dei bianchi. Tocca al governo non sottovalutare queste scoperte ricorrenti, che evidenziano il degrado culturale e politico che si fa strada tra le giovani generazioni e con un subdolo e palese potere dei social, che non conosce limiti. Lo ripetiamo in occasione dell’80^ anniversario della Costituzione repubblicana italiana, nata dalla Resistenza e con l’apporto degli alleati. La storia non si cancella.

Questura di Milano
COMUNICATO STAMPA
Pavia, discriminazione razziale e religiosa aggravata dall’apologia della Shoah: la Polizia di Stato arresta un diciannovenne ed esegue 15 perquisizioni in tutta Italia.
Questa mattina la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha arrestato, in esecuzione di un’ordinanza che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari, un diciannovenne cittadino italiano, residente a Pavia, ritenuto responsabile della promozione e direzione di un sodalizio avente tra i propri scopi la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, nonché per aver svolto, in concorso con altri, attività di propaganda di contenuti del medesimo tenore, fondati anche sulla minimizzazione della Shoah esull’apologia del genocidio del popolo ebraico.Contestualmente, su delega delle Procure della Repubblica del capoluogo lombardo, sia ordinaria che per i Minorenni, sono stati eseguiti 14 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti giovani estremisti, di cui 9 minorenni, indagati a vario titolo per gli stessi reati e residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino.

L’attività scaturisce all’esito di un’articolata indagine condotta dalla Sezione Antiterrorismo della D.I.G.O.S. della Questura di Milano, coadiuvata dalla D.I.G.O.S di Pavia, in stretta sinergia con la Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto del Terrorismo e dell’Estremismo Interno, e trae origine dalla costante attività di web-monitoring svolta nei confronti degli ambienti dell’estrema destra suprematista e neonazista, che ha consentito di individuare un gruppo attestato su una piattaforma di instant messaging, costituito e gestito dall’arrestato e facilmente accessibile da chiunque, denominato “Chat Terza Posizione” , esplicito richiamo alla nota omonima formazione eversiva degli anni ’70.
Nel dettaglio, l’attività tecnica ed il monitoraggio di tale spazio virtuale (e degli altri che ne costituivano diretta emanazione) hanno consentito di riscontrare che l’arrestato – unitamente ad alcuni degli altri indagati – vi svolgeva un’intensa attività di propaganda di matrice neofascista,neonazista e marcatamente antisemita, che non di rado tracimava nell’aperta esaltazione degli autori di gravi attentati di matrice suprematista (come Brenton TARRANT, autore della strage di Christchurch nel marzo 2019) nonché nell’apologia della Shoah; sono stati altresì rilevati contenuti afferenti alla c.d. “white jihad”, fenomeno di “ibridazione ideologica” tra gli elementi di propagandadell’estrema destra radicale neonazista e quelli riconducibili al terrorismo di matrice jihadista,accomunati entrambi dal marcato antisemitismo.
Per la raccolta e successiva diffusione del materiale il 19enne aveva anche creato un canale ad hoc,denominato “CENTRO STUDI TERZA POSIZIONE” nonché redatto – verosimilmente in concorso con altri – un documento ideologico in 5 punti dal titolo “MANIFESTO DELLA TERZA POSIZIONE” contenente, fra l’altro, propositi eversivi e asserzioni antisemite.
Tale massiva opera di propaganda e reclutamento, che l’arrestato svolgeva anche mediante i propri profili social personali per amplificarne la portata, sfociava nel diretto invito a proiettare il sodalizio nel “mondo reale”, organizzandosi sul territorio in “Squadroni d’Azione Rivoluzionaria” per compiere azioni violente in linea con le finalità del gruppo.

A conferma della concreta pericolosità di tali condotte istigatorie, nonché dell’idoneità delle stesse a favorire pericolosi fenomeni emulativi e processi di radicalizzazione ideologica, va rilevato come nelcorso dell’indagine diversi membri del sodalizio, anche minorenni, resisi autori di azioni delittuose più o meno gravi poi “rivendicate” online, quando identificati sono stati oggetto di autonome attività di polizia giudiziaria: tra questi, emblematico il caso del minore trevigiano tratto in arresto lo scorso mese di dicembre per addestramento con finalità di terrorismo, all’esito di un’indagine condotta dalle D.I.G.O.S. di Milano e Treviso e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia.
Gli ulteriori approfondimenti svolti nel corso dell’indagine, finalizzati ad identificare il maggior numero di membri della chat, ha poi consentito di individuare un altro gruppo d’analogo tenore radicale, anch’esso liberamente accessibile a chiunque, denominato “Nuova Italia” ed amministrato da due giovani perquisiti – definitisi rispettivamente Presidente e Vicepresidente del sodalizio – nel quale venivano perpetrate le medesime condotte e diffusi contenuti del tutto similari a quelli riscontrati su “Terza Posizione”, tanto che alcuni dei partecipanti indagati– complessivamente otto, tutti minorenni – erano presenti anche su quest’ultima chat. In tale contesto, sempre nella mattinata di oggi la D.I.G.O.S. di Pescara ha eseguito una perquisizione ex art. 41 TULPS nei confronti di un ventiduenne, sedicente ex militare e responsabile della sezione pescarese di “Nuova Italia”, il quale amezzo social aveva ostentato il possesso di armi da fuoco.

Infine, altri due tra i minori perquisiti sono emersi quali attivi frequentatori di un altro ambiente virtuale di identica connotazione ideologica neonazista e suprematista nel quale, fra l’altro, hanno pubblicato anche diversi video concernenti la fabbricazione di esplosivi: il gruppo è emerso all’attenzione della D.I.G.O.S. di Milano all’esito dell’analisi del dispositivo sequestrato ad un terzo minore, già sottoposto a perquisizione su delega della Procura minorile meneghina nel luglio dello
scorso anno, nell’ambito di una più ampia operazione condotta in tutta Italia dalla Polizia di Stato nei confronti di giovani e giovanissimi emersi in analoghi contesti estremisti.
