Riceviamo e pubblichiamo volentieri il seguente pensiero-omaggio a chi è sul fronte di questa imprevista guerra contro un nemico insidioso e che tanta umanità e solidarietà sta facendo emergere.

Eroi del nostro tempo

Rimarranno per sempre le immagini di questo periodo funesto.
Le zone rosse, gli ospedali strapieni, la solitudine dei morenti.
Le bare trasportate dai camion dell’Esercito.
Le stragi nelle case di riposo.
Accanto, però, tante storie di ordinario eroismo.
Persone semplici diventate modelli da seguire.
Li Wenliang, il medico cinese.
E’ stato il primo ad accorgersi del pericolo.
Ha lanciato l’allarme. Non è stato creduto.
La polizia lo ha fermato, minacciato, arrestato.
Alla fine non ce l’ha fatta neppure lui.
Don Giuseppe Berardelli, il sacerdote della provincia di Bergamo.
Ha rinunciato al respiratore di cui aveva bisogno.
La sua parrocchia lo aveva acquistato per lui.
Ha deciso di donarlo a un ragazzo malato che neppure conosceva.
Se ne è andato dopo qualche giorno.
Elena, l’infermiera di Cremona.
La foto di lei stremata sulla tastiera di un computer ha fatto il giro del mondo.
Destino beffardo, si è ritrovata dall’altra parte del corridoio.
Si è ammalata. E’ guarita. E’ ritornata subito in trincea.
I medici cubani.
All’ arrivo mostrano sorridenti la foto di Fidel.
“ Il comunismo a Cuba non ha arricchito materialmente le persone.
Le ha rese più forti.
Ha restituito loro dignità e solidarietà. Come le api e le formiche.
Padroni di nulla ma schiavi di nessuno.
Pronti al sacrificio per il bene comune”.
Hanno lasciato il loro paese per combattere al nostro fianco.

di MIMI’ DEUFEMIA