“I dati sull’emigrazione universitaria che vede la Basilicata come la Regione più colpita dal fenomeno non ha nulla di sorprendente”. È quanto sostiene il Presidente de La Scaletta, Francesco Paolo Di Pede che aggiunge: “Il nostro Circolo sollecita da anni una riflessione sullo sviluppo, sul rilancio del ruolo e delle funzioni dell’Università della Basilicata e ha prodotto un dossier presentato e consegnato nel corso di un’audizione nella IV Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale, nel gennaio di quest’anno. In quella circostanza abbiamo auspicato che si aprisse un confronto sull’argomento per per programmare il futuro dell’Unibas e ragionare delle possibili azioni per attuare il progetto di regionalizzazione dell’Ateneo. A nostro parere resta fondamentale procedere ad una razionalizzazione del numero dei corsi di laurea attualmente attivi (circa 40) molti dei quali con un numero di studenti che non consentono la sostenibilità del loro mantenimento. L’obiettivo è di puntare su un’offerta didattica di qualità, congruente con le peculiarità del territorio, coinvolgendo i centri, le strutture di ricerca e i cluster produttivi (automotive, energia, bioeconomia, osservazione della Terra, digital humanities e sistema culturale e creativo) che vi sono già presenti ed attivando un circolo virtuoso in grado di rappresentare un elemento attrattivo per gli studenti. L’obiettivo è quello di formare figure professionali in grado di rappresentare una risorsa reale per il sistema delle imprese.” “Per raggiungere questo obiettivo – sottolinea Di Pede – è indispensabile attivare un confronto sulle politiche di crescita dell’Ateneo, coinvolgendo tutte quelle professionalità e quei soggetti che possono offrire contributi qualificati, che sia supportato da report relativi agli indicatori sull’efficienza e sull’incidenza del ruolo dell’Università nella formazione dei giovani professionisti. In questo nuovo percorso non si può non segnalare la necessità che si comprendano, al di là di logiche campanilistiche che restano purtroppo forti in questa regione, le potenzialità ed il ruolo attrattivo che potrebbe svolgere la città di Matera nell’ottica dello sviluppo dell’Ateneo.” “Ricordiamo – ha concluso il Presidente de La Scaletta – due delle proposte immediatamente realizzabili: lo spostamento della Facoltà di Agraria nel Metapontino, riattivando quel percorso che in passato aveva portato alla creazione dell’Agrobios, e l’istituzione a Matera di un corso di Laurea magistrale in “Restauro, risanamento e valorizzazione del patrimonio rupestre” per rendere specifico ed unico il corso di laurea in Architettura che è uno di quelli che presenta maggiori difficoltà in termini di iscritti. Si tratterebbe di una disciplina in grado di attrarre studenti da tutti i Paesi del Bacino del Mediterraneo che hanno la necessità di recuperare l’immenso patrimonio architettonico, storico, artistico e naturale che accomuna il Sud Europa, Nord Africa e Medio Oriente”.

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