E venne la vigilia del giorno più lungo…

40 gradi e passa a Matera per la festa del 2 luglio 2022. E non solo sul piano metereologico, ma anche su quello delle polemiche per quello che è stato rivisto o ridimensionato per motivi di sicurezza, norme, pareri e opportunità. Si proverà con i ”nebulizzatori” in piazza per abbassare la temperatura…Vedremo, con i riflettori puntati sulle processioni dei Pastori, che si terrà nei quartieri, anzicchè nei rionI Sassi, della sera con i cavalieri, la presenza di rappresentanti e autorità anche ”regionali” e poi con l’assalto e distruzione del carro trionfale. Vigilia del 1 luglio,intanto, con il rispetto delle tradizioni in Cattedrale con l’offerta dei fiori alla Madonna , da parte del sindaco Domenico Bennardi e lo spettacolo di fuochi pirotecnici, allestiti dalla ditta Chiarappa di Cerignola ( Foggia) sul piazzale del Municipio.

Batterie, botti, festoni e una regia regolata da un mixer, proprio come fanno i deejay. E c’è attesa per i fuochi a porte chiuse, nello stadio ” Franco Salerno- XXI Settembre” Soluzioni non digerita dai materani, che avevano sperato fino alla fine in una deroga, accompagnata da comprensione e da un sostegno convinto in Regione, dopo i pareri negativi dell’Ente Parco della Murgia Materana, per salvare capra e cavoli ed evitare un danno di immagine nella tradizione serale della Festa. Se ne continuerà a parlare. Applausi,intanto, per i cavalieri. Ne sfileranno una ottantina. Tra di loro sette donne, come ci ha detto il presidente dell’Associazione Antonio Paolicelli, e tra di loro la giovane Zaira Chita. Quest’anno, accanto al trombettiere Cosimo Olivieri ci sarà anche il secondo trombettiere Antonio Di Lena, agli ordini del generale Angelo Raffaele Tataranni (in groppa al superbo Valentino di razza frisona) da 25 anni generale e da mezzo secolo alla cavalcata. Attesa per il raduno del primo drappello da Alvino 1884, al rione Piccianello, per raggiungere a Palazzo Lanfranchi il generale per la vestizione. Giornata lunga che va indietro nella sequenza dei ricordi di Tataranni, che riproponiamo nella intervista al Tiggi 2 Luglio di ”Ergghio” del febbraio scorso https://giornalemio.it/cultura/siamo-a-cavallo-la-bbrin-so-ffe/ quando la festa era nel limbo.

” Ero criatir, bambino- ricorda il generale- e ricordavo che andavo a vedere la vestizione, passando dal Sasso Caveoso al Barisano. Nel 1968 partecipai alla Festa come cavaliere, Nel 1974 fui primo cavaliere, porta vessillo, dal 1992 al 1997 vicegenerale e nel 1998 divenni generale” . E qui il racconto del giorno più lungo per un generale comincia con il ‘non prendere sonno’, la cura del cavallo , poi la vestizione sotto la paziente e attenta cura della consorte , perchè tutto sia a posto. Mantello, guanti e quell’elmo piumato, realizzato 45 anni fa dall’artigiano Giovanni ” Pagghion” Jacovone. Poi in cattedrale, con i cavalieri, per la Messa, la processione di mezzogiorno in cattedrale fino al rione Piccianello, dove viene portata la Madonna. Pausa a mezzogiorno con l’immancabile tortiera di pasta al forno e l’arrosto. Non c’è tempo per riposare che ci si prepara per la processione serale con la Madonna sul carro trionfale, fino a in cattedrale per i tradizionali tre giri. Poi il ritorno in piazza Vittorio Veneto con il carro scortato da cavalieri (fino a un punto di via del Corso in attesa di raggiungere la piazza, dopo l’assalto e lo strappo. Scorta e difesa affidato a forze dell’ordine e agli Angeli del Carro e alla benedizione della Madonna, affinchè vada tutto bene.

A Tataranni, riporta quell’intervista, i ricordi non mancano, come quando tra il 1986 e il 1987, il corpo dei Cavalieri subì una frattura e la creazione di due squadre: una guidata dal generale in carica Leonardo Rinaldelli e l’altra da Pietro Cappiello. Fu la paziente opera ”conciliatrice” di monsignor Ennio Appignanesi a ricomporre la cosa e Leonardo Rinaldelli, tornò a essere generale.Pagine del passato che hanno segnato l’evoluzione della festa, passata da una dimensione e partecipazione a misura di fedeli, cavalli e cavaliere, a quella di oggi dove la priorità è la sicurezza. ” Oggi – ha commentato Tataranni- la sicurezza è al primo posto, poi viene la Festa. I tempi sono cambiati e per il cavaliere ci sono tanti adempimenti. Resta sempre l’adrenalina per quel giorno. Ho tanta passione che dura da 53 anni. Ne farei altrettanti…” Naturalmente attendiamo le nuove generazioni. Ne abbiamo incontrati due, di quattro e cinque anni, sul piazzale del Comune. E’ ancora presto. Dovranno imparare a cavalcare e a condividere le tradizioni della Festa,che va tutelata, valorizzata e, laddove occorre, riorganizzata. Buon 2 Luglio.

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