HomeCronacaE per Matera Ivrea nell'Unesco è un'altra opportunità

E per Matera Ivrea nell’Unesco è un’altra opportunità

L’esperienza di una capitale del lavoro del Novecento, come Ivrea, annoverata tra i Beni tutelati dall’Unesco porta a 54 le realtà italiane di Città ed esperienze che sono vanto della cultura e dell’impegno di comunità e di figure esemplari, come quella di Adriano Olivetti che a Matera negli anni Cinquanta hanno portato progettualità, idee, confronti nel solco della civiltà dei Sassi.

Il borgo La Martella, il pool di professionalità che fece esperienza di ”Comunità” ha lasciato a Matera esperienze ed eredità importanti come quella di Leonardo Sacco e via via di Raffaele e Tommaso Giuralongo per quello che hanno prodotto sui temi e la progettualità del meridionalismo, dell’urbanistica, dell’architetttura e del sociale legata al recupero dei rioni Sassi.

A Matera opera e con impegno l’associazione ”Adriano Olivetti”, in primis, ma anche altre realtà associative come il Centro Carlo Carlo Levi, il circolo La Scaletta che continuano a lavorare, sia pur con ottiche e proposte diverse, sui temi dell’esperienza olivettiana. Ricordiamo i contatti con la Fondazione ”Adriano Olivetti” sei anni fa,il 25 maggio 2012, in occasione della inaugurazione della biblioteca ” Olivetti” al Borgo La Martella. C’erano tutti, compresi Leonardo Sacco e l’ex assessore comunale Antonio ”Tonino” Montemurro, entrambi scomparsi. Ci furono annunci, promesse- tutte disattese finora- sulla valorizzazione del cospicuo lasciato dell’archivio documentale di Leonardo Sacco .

E tra questa anche una iniziativa a costo zero per uno scambio tra studenti universitari lucani e piemontesi sui temi olivettiani, avanzata da Laura Olivetti, figlia dell’imprenditore piemontese. Una bella idea ma che non ha avuto seguito. Ripartiamo da qui dalle piccole cose, prima che gli inevitabili annunci roboanti e inconcludenti di certi opportunisti della politica e del 2019 ”comunque e in tutte le salse” ci porti verso l’ennesimo e scontato fallimento. Ma apprezziamo il lavoro che per l’Unesco sta portando con la professionalità di sempre l’architetto Pietro Laureano, ceo di Ipogea, che ha curato il dossier di iscrizione dell’Oasi di Al Hasa in Arabia Saudita, oltre a quello del 1993 (sono passati 25 anni) per i Sassi e l’habitat rupestre di Matera.

LA NOTA DI IPOGEA

“Nella 42 sessione del Comitato Mondiale UNESCO in corso a Manama nel Baharein è stato iscritto oggi nella lista del Patrimonio Mondiale il sito di Ivrea. E’ un grande successo per il patrimonio del XX secolo e la ispirata Visione di Adriano Olivetti.

Al sito delle colline del Prosecco è stata invece negata l’iscrizione.

IPOGEA è presente al Comitato con una mostra sulle Oasi come patrimonio culturale paesaggistico del Mondo Arabo organizzata insieme Centro Arabo del Patrimonio Culturale UNESCO di Manama e ICOMOS Italia

Nel giorno precedente l’Oasi di Al Hasa in Arabia Saudita il cui dossier di iscrizione è stato curato da Pietro Laureano CEO di IPOGEA è stata iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.”

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