HomeCronacaE ORA ATTENDIAMO PAPA FRANCESCO

E ORA ATTENDIAMO PAPA FRANCESCO

Cardinale la aspettiamo e ritorni a Matera insieme a Papa Francesco”. E’ l’auspicio che tanti materani hanno espresso al segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, in occasione della riapertura al culto della Cattedrale. E lo hanno fatto con semplicità, schiettezza, conquistati dalla disponibilità di una Personalità a tutto tondo, preparata e aperta al confronto con la gente, con i fedeli,stringendo mani, carezzando bambini, disabili, soffermandosi forse più del dovuto quasi si fosse in un ambiente famigliare.

E del resto la riapertura al culto della ”chiesa madre” è stata un giorno di festa, atteso dopo oltre 10 anni di restauro. Ma ne è valsa la pena. Non capita tutti i giorni di avere a Matera la carica più importante del Vaticano, dopo quella del Papa. E un po’, per molti, i due si assomigliano e non si tirano indietro nel contatto con la gente.

In mattinata l’incontro con i giornalisti dell’Ucsi, poi con la redazione del periodico diocesano Logos, seguito dalla apertura della porta della Misericordia, con il primo ingresso nella Basilicata, il primo bagno di folla, l’uscita dal massiccio portone principale e l’attraversamento a passo lento di piazza Duomo, per le tante strette di mano, fino alla concattedrale di San Francesco D’Assisi dove si è tenuta la vestizione con i paramenti sacri. Il tempo necessario per consentire al piccolo corteo di prelati e devoti di risalire in piazza Duomo per una cerimonia ”solenne e unica” durata oltre due ore.

DSC_0129

Cattedrale stipata fino all’inverosimile e organizzazione che ha funzionato bene dentro e fuori. Quasi una prova generale di quello che avverrà il 16 aprile con l’arrivo di monsignor Giuseppe Antonio Caiazzo, nuovo Arcivescovo della diocesi di Matera e Irsina. Tanta, dobbiamo dire, è stata la voglia di immortalare con telefonini, tablet e videocamere i momenti della cerimonia e qualche dilettante – noto per la ottusa irresponsabilità- per mania di protagonismo ha esagerato, mettendosi davanti agli obiettivi e ostacolando il lavoro di fotografi e operatori ufficiali. Meriterebbero una penitenza: 100 Pater e 100 Ave da recitare con i ceci sotto le ginocchia e battendosi il petto 1000 volte per i ”Mea culpa”. Ma sono stati perdonati dalla Protettrice Maria Santissima della Bruna , che li aspetta per la sua Festa.

E, a proposito di attesa, le fasi della cerimonia sono state davvero uniche, con i riti iniziali (svoltisi alla presenza dei vescovi della Basilicata o come monsignor Antonio Ciliberti che ha svolto il suo mandato in Basilicata e Calabria, di seminaristi, volontari) la benedizione dell’acqua e dell’aspersione, la deposizione delle reliquie, l’unzione e l’incensazione dell’altare, accompagnati da canti e preghiere.

Il maxischermo allestito sul piazzale e la diretta di Trm su varie piattaforme hanno consentito di raggiungere un pubblico planetario. Hanno colpito le parole di monsignor Salvatore Ligorio, che per 11 anni ha guidato la Diocesi e ha atteso il coronamento di un progetto che portato alla riapertura del Tempio, importante per la comunità cristiana perchè tornato all’antico splendore. Parole di ringraziamento per la disponibilità del cardinale Pietro Parolin, veneto e semplice come papa Giovanni Paolo I,incontrato nei mesi scorsi nella Capitale insieme ad altri vescovi della Basilicata. Sulla stessa lunghezza d’onda don Pierdomenico Dicandia che sta guidando la Diocesi in attesa del nuovo Vescovo.

Parole ricambiate dall’alto prelato della Santa Sede,che ha apprezzato e rimarcato l’accoglienza calorosa riservatagli dalla comunità materana, evidenziandone le peculiarità descritte il 27 aprile del 1991 da Papa Giovanni Paolo II in occasione della visita ufficiale in Basilicata. ” Siete una popolazione silenziosa, cristiana, laboriosa -ha detto Parolin. Mantenete vive queste qualità. Sono la strada migliore per lo sviluppo e Matera ”civitas Mariae” e capitale europea della cultura per il 2019 sono una ulteriore occasione per dimostrarlo. Mi ha colpito l’accoglienza, lo stare insieme di una comunità che qui in Cattedrale vede insieme clero, volontari, gente comune,istituzioni. Racconterò a Papa Francesco tutto quello che ho visto”.

E’ il migliore biglietto da visita…per organizzare l’arrivo di Papa Francesco in Basilicata. Il gioco di luce e le immagini riflesse sulla faccia del Duomo sono il preludio, che qualcosa accadrà. Tempo al tempo. Prima l’arrivo del nuovo Arcivescovo, la sistemazione di tutte le Diocesi con il loro Vescovo e poi la fissazione di una data e l’organizzazione del programma. Papa Francesco arriverà: semplice tra la semplice gente di Basilicata

RELATED ARTICLES

2 Commenti

  1. Quien Sabe? Chi sarà più concreto. E papa Francesco lo è. Il quando dipende dai suoi impegni e dalle capacità organizzative della Basilicata–

Rispondi

I più letti